24 Ottobre 2025
Nonostante l’evoluzione tecnologica, nulla batte l’atmosfera creata da una fiamma accesa:
Dona calore visivo e sensoriale.
Crea un punto focale naturale nell’arredamento.
Rende subito più intimo e accogliente lo spazio.
Anche senza legna o canna fumaria, oggi è possibile ricreare la magia del fuoco.
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I camini a bioetanolo sono sempre più richiesti perché:
Non necessitano di canna fumaria.
Hanno un design essenziale e flessibile.
Usano un combustibile ecologico e rinnovabile.
Sono la scelta perfetta per chi cerca un’atmosfera autentica senza rinunciare alla sostenibilità.
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Per chi desidera praticità, i camini elettrici offrono grandi vantaggi:
Nessuna manutenzione complessa.
Effetto fiamma realistico con giochi di luce.
Possibilità di regolare calore e intensità luminosa.
Perfetti in appartamenti moderni o spazi ridotti, dove serve comfort immediato.
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Il camino diventa un vero e proprio oggetto d’arredo:
Linee essenziali e finiture sofisticate.
Modelli sospesi o integrati nelle pareti.
Versioni compatte per chi ha poco spazio.
Il camino moderno non è più solo fonte di calore, ma un dettaglio che racconta stile e personalità.
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Il camino torna protagonista, reinventato con materiali, tecnologie e combustibili più sostenibili.
Dai modelli a bioetanolo a quelli elettrici, fino alle versioni minimal a parete, il fuoco diventa oggi design, atmosfera e comfort green.
Un ritorno alle origini che guarda al futuro — con superfici e finiture di nuova generazione, come quelle di Laminam, perfette per integrare calore e contemporaneità in un unico progetto.
Scopri anche come i colori caldi possono trasformare i tuoi interni nell’articolo Colori Caldi per l'Inverno: Come Scegliere le Tonalità Giuste per la Casa, per creare un’atmosfera accogliente tutto l’anno.
Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Per anni l’open space è stato il simbolo della casa contemporanea: fluida, luminosa, senza barriere. Una risposta diretta al bisogno di libertà, condivisione e ampiezza visiva.Oggi, però, quella promessa mostra i suoi limiti. Nel 2026, sempre più progetti segnano un cambio di rotta: non una negazione dell’open space, ma una sua evoluzione critica. Il ritorno delle soglie.
Nel design contemporaneo, una delle sfide più sottovalutate è il tempo. Non quello necessario a progettare uno spazio, ma quello che lo spazio dovrà attraversare: anni di vita quotidiana, cambiamenti, usura, trasformazioni.
Negli ultimi anni, la casa ha smesso di essere un semplice contenitore funzionale. È diventata un’estensione del nostro modo di pensare, di vivere il tempo, di relazionarci con il mondo. Abitare oggi è un atto culturale: una scelta che riflette valori, priorità, ritmo di vita. Non si tratta più solo di estetica, ma di posizione.
In un periodo in cui la casa è diventata il nostro scenario principale, il design ha iniziato a occuparsi non solo degli spazi, ma dei gesti che compiamo al loro interno. Non più solo funzione, non più solo stile: la vera ricerca oggi riguarda il modo in cui abitiamo il tempo.
Il mondo dei materiali sta vivendo una delle sue trasformazioni più interessanti. Oggi il progresso non si misura più solo nella resistenza o nella durata, ma nella capacità di un materiale di essere tecnico ma leggero, performante ma discreto, sottile ma scultoreo. Le superfici ultra-sottili e i rivestimenti avanzati stanno ridisegnando il ruolo della materia negli interni contemporanei.
Per decenni l’interior design ha celebrato la linea retta, la pulizia assoluta, la geometria razionale. Poi il mondo è cambiato, e con esso le case: più intime, più lente, più introspettive. In questo passaggio, l’attenzione si è spostata verso forme più morbide, accoglienti, emotive. Il 2025 consolida una trasformazione già in atto: curve, archi e volumi pieni tornano a definire il modo in cui abitiamo.