05 Settembre 2025
L’autunno regala una tavolozza naturale ricca e raffinata. Alcuni colori chiave da introdurre:
Rosso ruggine e bordeaux, perfetti per piccoli accenti. Un’idea pratica: aggiungi cuscini, coperte o tappeti in queste tonalità per cambiare volto alla stanza senza stravolgerla.

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Nulla evoca l’autunno più della sensazione di morbidezza. Porta in casa tessuti che invitano al relax:
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L’autunno è la stagione della natura che cambia, ed è il momento perfetto per portare all’interno piccoli dettagli naturali:
E per completare l’esperienza sensoriale, scopri le fragranze per ambienti di Tonatto Profumi.
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Con le giornate che si accorciano, la luce diventa protagonista:
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L’atmosfera autunnale si crea anche con dettagli mirati:
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Portare l’autunno in casa è semplice: basta scegliere i colori giusti, introdurre tessuti caldi e naturali, decorazioni ispirate alla natura e un’illuminazione accogliente. In questo modo, anche senza cambiare arredi o stravolgere gli spazi, la tua casa si trasformerà in un rifugio caldo e accogliente, perfetto per affrontare i mesi più freschi con stile e comfort.
Per approfondire, leggi anche il nostro articolo su Arredare con il Colore: creare atmosfere accoglienti e armoniose.
Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Cucina e bagno sono i punti in cui la casa incontra l'acqua ogni giorno — preparazione, pulizia, cura, relax. Per questo sono anche i luoghi in cui il divario tra bello in rendering e sostenibile nell'uso si vede prima: gocce sulle giunzioni, percorsi contorti, luci che mentono sul volto, superfici che chiedono pulizie ossessive.
In città, quei due o sei metri oltre la soglia sono spesso l'unica tregua tra l'appartamento e il rumore del mondo. Non sono un extra decorativo: sono confine — con altra luce, altro vento, altre regole. Eppure troppi balconi restano depositi di casse, sedie pieghevoli e piastrelle scelte in fretta, come se il progetto finisse al vetro.
Se dici «casa accessibile» molti pensano ancora a corrimano grigi, sanitari rialzati in bella vista, segnaletica che sembra aeroporto. È un immaginario che fa un doppio torto: a chi ne ha bisogno e a chi progetta, perché spinge verso soluzioni nascoste o rinviose invece che integrate nel linguaggio del buon design. L'obiettivo non è adeguare lo spazio a una scheda tecnica: è permettere a corpi diversi, a fasi diverse della vita, di abitare la stessa casa con continuità — senza rinunciare a calore, materia, carattere.
Apri un catalogo di case contemporanee e spesso trovi cucine da copertina, bagni teatrali, soggiorni che sembrano studi fotografici. Poi, tra un'immagine e l'altra, compare un corridoio stretto, illuminato da un punto luce triste, o un disimpegno ridotto a mero incastro tra porte. Non è un dettaglio tecnico: è un silenzio progettuale su ciò che la vita fa per la maggior parte del tempo — passare, posare, cambiare registro, lasciare fuori una stanza prima di entrare in un'altra.
L'open space ha dominato l'immaginario della casa contemporanea: pochi muri, pochi confini, massima flessibilità. La promessa era libertà — cucina che dialoga con il soggiorno, luce che scorre, niente stanze "chiuse". Con il tempo molti hanno scoperto il rovescio della medaglia: rumore che si propaga, assenza di rifugi, difficoltà a concentrarsi o a staccare. La risposta non è tornare alla casa a cellule chiuse di una volta, ma ripensare il valore degli spazi dedicati: ambienti con una funzione chiara, che il corpo e la mente imparano a riconoscere.
L'interior design ha a lungo privilegiato la vista: colori, forme, superfici. Solo di recente si è iniziato a parlare di tatto e olfatto. L'udito, invece, resta il senso più trascurato in fase di progetto — eppure è quello che non si può spegnere. Viviamo in case che rimbombano, che riverberano, che trasmettono voci e rumori da una stanza all'altra. Il risultato è stress, affaticamento, difficoltà a concentrarsi e a riposare.