La Fine dell’Open Space: Il Ritorno delle Soglie

30 Gennaio 2026

Quando l’open space stanca

La casa post-pandemia ha cambiato funzione. Non è più solo uno spazio di rappresentazione, ma un luogo che deve sostenere:

  • lavoro,
  • concentrazione,
  • riposo,
  • relazioni.

In questo contesto, l’open space totale rischia di diventare dispersivo, rumoroso, faticoso. La mancanza di confini non sempre equivale a libertà: spesso genera sovrapposizione.


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Le soglie come strumenti progettuali

Le nuove soglie non sono muri. Sono dispositivi spaziali che regolano il passaggio tra funzioni e stati emotivi.

Archi, quinte, pannelli scorrevoli, cambi di quota o di luce diventano strumenti per:

  • separare senza isolare,
  • filtrare senza chiudere,
  • costruire sequenze invece di spazi unici.

La casa torna a essere letta come un percorso.


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Non separazione, ma ritmo

Il ritorno delle soglie non è un passo indietro. È un raffinamento del progetto.

Ogni passaggio introduce una pausa, una transizione, un cambio di atmosfera. La soglia diventa un elemento narrativo: scandisce il ritmo dell’abitare, permette allo spazio di respirare.

Non è una casa divisa, ma articolata.


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Archi, filtri, cambi di luce

Nel linguaggio contemporaneo, la soglia assume forme morbide e non autoritarie:

  • archi che ampliano la percezione,
  • pannellature che filtrano la vista,
  • quinte che suggeriscono, senza imporre,
  • variazioni luminose che segnano il passaggio da una funzione all’altra.

Il confine non blocca: accompagna.


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Dalla vetrina alla sequenza

Questa trasformazione segna anche un cambio culturale. La casa smette di essere una vetrina continua e diventa una sequenza di spazi vissuti, ciascuno con un ruolo preciso.

Nel 2026, il lusso non è mostrare tutto, ma scegliere cosa rivelare e quando. La soglia torna protagonista perché restituisce profondità, intimità e controllo dello spazio.


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Per approfondire il tema del nuovo equilibrio tra semplicità e presenza materica, puoi leggere anche il nostro articolo Il Post-Minimalismo: Dopo il Vuoto, la Presenza .

Un esempio concreto di come il comfort acustico diventi parte integrante del progetto contemporaneo è rappresentato dalle soluzioni fonoassorbenti di Snowsound by Caimi , pensate per migliorare la qualità degli ambienti senza rinunciare all’estetica.

Cristiano Castaldi IDW Italia
Cristiano Castaldi

Interior Designer dal 1985

CEO & Founder, Italian Design in the World

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