01 Agosto 2025
Gli arredi delle case al mare si distinguono per l’uso di materiali semplici e naturali:
Consiglio pratico: aggiungi una sedia sospesa o una lampada in corda intrecciata per evocare subito un’atmosfera da veranda sul mare. Guarda i prodotti di S•CAB per i tuoi arredi estivi.

Le palette ispirate al mare trasmettono serenità e freschezza:
Palette da provare: pareti bianco gesso + mobili in legno chiaro + accessori nei toni del mare.
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Anche i piccoli elementi possono trasportarti con la mente in riva al mare:
Consiglio bonus: profuma gli ambienti con essenze al fico, al sale marino o alla lavanda.
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La luce è protagonista degli interni estivi:
Pro tip: una pianta verde rigogliosa in un grande vaso bianco aggiunge subito freschezza mediterranea.
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Anche in città, l’estate può entrare dalla porta di casa. Non servono grandi trasformazioni: basta un mix intelligente di materiali naturali, colori chiari e dettagli ispirati al mare per creare uno spazio rilassante, solare e vacanziero tutto l’anno. E se chiudi gli occhi… potresti quasi sentire il rumore delle onde.
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Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Per anni abbiamo progettato case come se dovessero superare un esame visivo continuo. La luce perfetta, il bianco perfetto, la sedia giusta, il vaso giusto. Spazi più pensati per essere fotografati che abitati. L'estetica digitale — levigata, minimale, iper-ordinata — ha invaso l'interior design con la forza di una norma sociale: se non è "pulito", non è bello; se non è coerente, non è riuscito; se non è mostrabile, non è desiderabile. Nel 2026 questa narrazione sta perdendo potere. Non perché il bello non conti più, ma perché il bello, da solo, non basta. Sta emergendo un bisogno nuovo: interiori anti-algoritmo, spazi che non vivono per lo scatto, ma per la vita quotidiana. Case meno performative e più reali. Ambienti che non cercano approvazione, ma restituiscono energia. Non è un ritorno al disordine. È un ritorno al senso.
Per anni l’open space è stato il simbolo della casa contemporanea: fluida, luminosa, senza barriere. Una risposta diretta al bisogno di libertà, condivisione e ampiezza visiva.Oggi, però, quella promessa mostra i suoi limiti. Nel 2026, sempre più progetti segnano un cambio di rotta: non una negazione dell’open space, ma una sua evoluzione critica. Il ritorno delle soglie.
Nel design contemporaneo, una delle sfide più sottovalutate è il tempo. Non quello necessario a progettare uno spazio, ma quello che lo spazio dovrà attraversare: anni di vita quotidiana, cambiamenti, usura, trasformazioni.
Negli ultimi anni, la casa ha smesso di essere un semplice contenitore funzionale. È diventata un’estensione del nostro modo di pensare, di vivere il tempo, di relazionarci con il mondo. Abitare oggi è un atto culturale: una scelta che riflette valori, priorità, ritmo di vita. Non si tratta più solo di estetica, ma di posizione.
In un periodo in cui la casa è diventata il nostro scenario principale, il design ha iniziato a occuparsi non solo degli spazi, ma dei gesti che compiamo al loro interno. Non più solo funzione, non più solo stile: la vera ricerca oggi riguarda il modo in cui abitiamo il tempo.
Il mondo dei materiali sta vivendo una delle sue trasformazioni più interessanti. Oggi il progresso non si misura più solo nella resistenza o nella durata, ma nella capacità di un materiale di essere tecnico ma leggero, performante ma discreto, sottile ma scultoreo. Le superfici ultra-sottili e i rivestimenti avanzati stanno ridisegnando il ruolo della materia negli interni contemporanei.