19 Dicembre 2025
Il mondo dei materiali sta vivendo una delle sue trasformazioni più interessanti. Oggi il progresso non si misura più solo nella resistenza o nella durata, ma nella capacità di un materiale di essere tecnico ma leggero, performante ma discreto, sottile ma scultoreo. Le superfici ultra-sottili e i rivestimenti avanzati stanno ridisegnando il ruolo della materia negli interni contemporanei.
_463e4e3224_.jpg)
Le ceramiche sinterizzate e i pannelli compositi di nuova generazione permettono di creare volumi visivamente leggeri ma estremamente resistenti. La sottigliezza diventa un linguaggio: più superficie, meno massa; più continuità, meno interruzioni.
È una rivoluzione silenziosa, ma radicale.

Materiali antimacchia, antibatterici, anti-impronta, termoresistenti: il futuro è fatto di superfici che non reclamano attenzione, ma facilitano la vita quotidiana.
In cucina, significano libertà di progettazione. Nel bagno, igiene e durata. Nel living, coerenza estetica.
_0e71eab3d8_.jpg)
Grazie agli spessori ridotti, piani e rivestimenti possono diventare un’unica superficie: niente giunti visibili, niente disturbi visivi, solo geometria pura.
_591a9355c9_.jpg)
La superficie del futuro non è neutra: dialoga con la luce, amplifica le texture, accetta l’uso quotidiano senza segnarsi. È un materiale che “lavora” per l’utente, senza farsi notare.
Per approfondire come il design può attenuare l’ambiente attraverso materiali e geometrie, scopri anche ???? Materiali Silenziosi: l’arte di progettare ambienti che non fanno rumore.
Per visionare soluzioni di design acustico e arredo funzionale che uniscono estetica e performance, visita ???? Caimi — design acustico e complemento d’arredo.
Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Per anni l’open space è stato il simbolo della casa contemporanea: fluida, luminosa, senza barriere. Una risposta diretta al bisogno di libertà, condivisione e ampiezza visiva.Oggi, però, quella promessa mostra i suoi limiti. Nel 2026, sempre più progetti segnano un cambio di rotta: non una negazione dell’open space, ma una sua evoluzione critica. Il ritorno delle soglie.
Nel design contemporaneo, una delle sfide più sottovalutate è il tempo. Non quello necessario a progettare uno spazio, ma quello che lo spazio dovrà attraversare: anni di vita quotidiana, cambiamenti, usura, trasformazioni.
Negli ultimi anni, la casa ha smesso di essere un semplice contenitore funzionale. È diventata un’estensione del nostro modo di pensare, di vivere il tempo, di relazionarci con il mondo. Abitare oggi è un atto culturale: una scelta che riflette valori, priorità, ritmo di vita. Non si tratta più solo di estetica, ma di posizione.
In un periodo in cui la casa è diventata il nostro scenario principale, il design ha iniziato a occuparsi non solo degli spazi, ma dei gesti che compiamo al loro interno. Non più solo funzione, non più solo stile: la vera ricerca oggi riguarda il modo in cui abitiamo il tempo.
Per decenni l’interior design ha celebrato la linea retta, la pulizia assoluta, la geometria razionale. Poi il mondo è cambiato, e con esso le case: più intime, più lente, più introspettive. In questo passaggio, l’attenzione si è spostata verso forme più morbide, accoglienti, emotive. Il 2025 consolida una trasformazione già in atto: curve, archi e volumi pieni tornano a definire il modo in cui abitiamo.
Da sempre il design italiano è sinonimo di bellezza, ingegno e misura. Ma negli ultimi anni, questo patrimonio culturale si è evoluto in una direzione nuova: quella della fusione tra tradizione e tecnologia, dove il sapere artigiano incontra i materiali tecnici, la sostenibilità e l’automazione intelligente.