02 Dicembre 2022
Inequivocabilmente, per scegliere il miglior sistema di riscaldamento, bisogna tenere in considerazione diversi fattori, tra cui la tipologia dell’abitazione, ossia se si tratta di una casa singola o di un appartamento, la zona in cui è collocata, l’escursione termica annua, le fonti energetiche disponibili o utilizzabili, la struttura dell’abitazione, per esempio inerente il suo isolamento termico, ed infine la necessità di utilizzo dell’impianto.
Analizziamo e confrontiamo quindi, le differenti tipologie di impianti di riscaldamento proposte, ad Oggi,dal mercato.
La caldaia: condensazione o biomassa
La classica caldaia abbinata ai tradizionali termosifoni, come alternativa di sistema di riscaldamento, è certamente quella più diffusa nelle nostre case. Tuttavia, esistono due diverse tipologie di sistemi a caldaia più diffusi oggi: a condensazione ed a biomassa.
La caldaia a condensazione, è alimentata a gas ed affiancata eventualmente a pannelli fotovoltaici e radianti, che sono energie rinnovabili che permettono di risparmiare in grandi percentuali, sui costi della bolletta per il riscaldamento dell’acqua. Questo sistema di riscaldamento, recupera energia dalla condensazione dei fumi di combustione, garantendo un ottimo rendimento energetico, a basso inquinamento.
Invece, la caldaia a biomassa, sfrutta la combustione di pellet, legna o cippato, e risulta essere molto interessante poiché in grado di scaldare l’acqua che viene fatta circolare nei termosifoni e, dunque, quella ad uso sanitario.

Termocamino e stufe
La stufa, il camino tradizionale ed il termocamino, sono ottimi alleati in casa, poiché riscaldano, rimuovono umidità dall’ambiente e permettono, volendo, di cuocere in maniera tradizionale alcune pietanze. Queste soluzioni, però, possono solo essere un’aggiunta alla principale fornitura di riscaldamento, dimostrandosi dunque non eccessivamente convenienti nè in termini di risparmio, né tanto meno in termini di praticità, in particolar modo in riferimento alla legna, che necessità di grande lavoro ed ampi spazi.

Bombola GPL e linea metano
La maggior parte dei serbatoi esterni per il riscaldamento delle abitazioni, sono alimentati a metano ed a GPL, un gas ottenuto dalla miscela di idrocarburi. La resa di calore di GPL e metano è pressoché la stessa; in termini economici, forse, il metano si mostra essere maggiormente conveniente, poiché beneficia di un’infrastruttura per la distribuzione.

L’impianto a pavimento e la pompa di calore
L’impianto di riscaldamento a pavimento, si basa su un sistema di pannelli radianti, posti sotto al rivestimento, che distribuiscono uniformemente il calore su tutta la superficie della casa, garantendo maggiore mantenimento delle temperature. Il pavimento radiante, si mostra quindi essere una valida soluzione per azzerare gli sprechi e si integra molto bene con la pompa di calore: installarne una, significa fare un’importante scelta ecologica e di risparmio energetico. La pompa di calore utilizza l’energia termica presente in natura ed, inoltre, può essere collegata ad un impianto fotovoltaico, così da produrre energia elettrica o costo zero. L’applicazione della pompa di calore, vede il suo risparmio dal 40% al 60% in più, rispetto ai consumi della caldaia classica.

L’impianto di riscaldamento a soffitto
L’impianto di riscaldamento a soffitto, come quello a pavimento, si basa su un sistema radiante, posto sul soffitto, ovvero l’impianto è collocato in una percentuale elevata di spazio della casa, avendo quindi il pregio di diffondere il calore in modo omogeneo. Grazie a questo sistema, le superfici assorbono il 90% della radiazione termica e ne irradiano quasi il 100%!
L’impianto di riscaldamento a parete
Come i due impianti argomentati in precedenza, anche l’impianto di riscaldamento a parete, si tratta di un sistema di irradiamento del calore: i tubi passano dietro le pareti garantendo un calore uniforme ed inoltre, un grande risultato estetico.

L’impianto solare termico
Il riscaldamento solare termico è di gran lunga uno dei migliori sistemi di riscaldamento più all’avanguardia. I pannelli solari termici, ad oggi stanno via via sostituendo sempre di più le caldaie tradizionali, sia in termini di riscaldamento che di produzione dell’acqua calda.

Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
In città, quei due o sei metri oltre la soglia sono spesso l'unica tregua tra l'appartamento e il rumore del mondo. Non sono un extra decorativo: sono confine — con altra luce, altro vento, altre regole. Eppure troppi balconi restano depositi di casse, sedie pieghevoli e piastrelle scelte in fretta, come se il progetto finisse al vetro.
Se dici «casa accessibile» molti pensano ancora a corrimano grigi, sanitari rialzati in bella vista, segnaletica che sembra aeroporto. È un immaginario che fa un doppio torto: a chi ne ha bisogno e a chi progetta, perché spinge verso soluzioni nascoste o rinviose invece che integrate nel linguaggio del buon design. L'obiettivo non è adeguare lo spazio a una scheda tecnica: è permettere a corpi diversi, a fasi diverse della vita, di abitare la stessa casa con continuità — senza rinunciare a calore, materia, carattere.
Apri un catalogo di case contemporanee e spesso trovi cucine da copertina, bagni teatrali, soggiorni che sembrano studi fotografici. Poi, tra un'immagine e l'altra, compare un corridoio stretto, illuminato da un punto luce triste, o un disimpegno ridotto a mero incastro tra porte. Non è un dettaglio tecnico: è un silenzio progettuale su ciò che la vita fa per la maggior parte del tempo — passare, posare, cambiare registro, lasciare fuori una stanza prima di entrare in un'altra.
L'open space ha dominato l'immaginario della casa contemporanea: pochi muri, pochi confini, massima flessibilità. La promessa era libertà — cucina che dialoga con il soggiorno, luce che scorre, niente stanze "chiuse". Con il tempo molti hanno scoperto il rovescio della medaglia: rumore che si propaga, assenza di rifugi, difficoltà a concentrarsi o a staccare. La risposta non è tornare alla casa a cellule chiuse di una volta, ma ripensare il valore degli spazi dedicati: ambienti con una funzione chiara, che il corpo e la mente imparano a riconoscere.
L'interior design ha a lungo privilegiato la vista: colori, forme, superfici. Solo di recente si è iniziato a parlare di tatto e olfatto. L'udito, invece, resta il senso più trascurato in fase di progetto — eppure è quello che non si può spegnere. Viviamo in case che rimbombano, che riverberano, che trasmettono voci e rumori da una stanza all'altra. Il risultato è stress, affaticamento, difficoltà a concentrarsi e a riposare.
Per decenni l'interior design ha inseguito l'idea di uno spazio "perfetto" e immutabile: stessi colori, stesse luci, stessa disposizione dodici mesi l'anno. La casa come set fotografico sempre pronto, ma spesso distante dai cicli che governano il nostro corpo e il nostro umore. Oggi sta tornando un'idea diversa: la casa come organismo che risponde alle stagioni. Non un capriccio estetico, ma una risposta al bisogno di allineare gli ambienti in cui viviamo ai ritmi naturali — luce, temperatura, colore, vegetazione — con benefici misurabili su sonno, concentrazione e benessere. Marzo, con l'equinozio e il risveglio della primavera, è il momento ideale per ripensare gli interni in chiave stagionale.