21 Aprile 2023
Le case prefabbricate, sono alternative abitative con molti vantaggi in relazione all’aspetto costruttivo, economico e funzionale: oltre ad essere molto versatili in termini di personalizzazione, senza dover stravolgere la struttura costruttiva come accade nelle case tradizionali, si avvalgono anche delle caratteristiche relative alle specifiche delle normative antincendio e antisismiche. Queste abitazioni, vengono realizzate attraverso l’assemblaggio di varie componenti, fabbricate precedentemente in un sistema produttivo industriale e si differenziano da quelle convenzionali in termini di elaborazione, produzione e montaggio, ma soprattutto in relazione al risparmio energetico; infatti, è possibile realizzare case prefabbricate con ottimo isolamento esterno ed, inoltre, durante produzione delle parti da assemblare, i materiali vengono ottenuti con processi di riciclaggio che ammortizzano l’impatto ambientale.
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Qualora la nostra scelta dovesse indirizzarsi verso la casa prefabbricata, potrebbe essere utile essere a conoscenza di alcune informazioni importanti relative alla procedura idonea di costruzione, al fine di essere sicuri di poter portare a termine la realizzazione di una soluzione ecologica, del tutto all’avanguardia.
Innanzitutto dobbiamo considerare il terreno di costruzione: analogamente alla scelta di una casa convenzionale, in primo luogo, il terreno per una casa prefabbricata, oltre ad essere ovviamente edificabile, deve essere privo di qualsiasi vincolo (fisico e legale) e deve possedere la licenza singola. Inoltre, il consiglio primario, durante la scelta del terreno, è quello di valutare un’area solida, non troppo scoscesa e priva di umidità.
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In relazione a queste considerazioni, un altro elemento importante che emerge automaticamente è, quindi, l’importanza del progetto costruttivo da effettuare con cura con un geometra o un architetto competente, analogamente a qualsiasi tipo di abitazione. In tal modo, oltre ad essere sicuri di realizzare un vero e proprio capolavoro, avremo il supporto necessario per svolgere tutte le pratiche burocratiche ed ottenere i relativi permessi di costruzione, necessari alla realizzazione del nostro progetto.
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Come già accennato in precedenza, le case prefabbricate, anche se vengono realizzate con elementi prefabbricati predefiniti, garantiscono un largo margine di personalizzazione. Difatti, per queste soluzioni abitative, si possono valutare diverse tipologie di materiali, tra cui: il tradizionale legno (semplice da installare e da trasportare, ma richiedente maggiore manutenzione), il cemento armato (ad alta tenuta sismica), il cemento alleggerito (più leggero e semplice da movimentare, rispetto al tradizionale cemento armato) e la soluzione in stile canadese (caratterizzata da una combinazione di legno, cartongesso, trucciolato e plastiche).
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Infine, facendo riferimento ai costi, una casa prefabbricata, costa mediamente tra il 10 ed il 30% in meno rispetto ad una costruzione abitativa tradizionale, nonostante la grande quantità di burocrazia richiesta per questo tipo di scelta, ed il prezzo, grazie alla garanzia di prezzo fisso del preventivo, non preserverà alcuna sorpresa extra, ovviamente solo se il progetto è stato fatto con cura ed attenzione per ogni dettaglio.
Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Per anni il design d’interni ha convissuto con una grande contraddizione: l’ossessione per l’effetto. Effetto marmo. Effetto legno. Effetto metallo. Effetto pietra. Una casa che “sembra” qualcosa, più che “essere” qualcosa.
Per anni abbiamo progettato case come se dovessero superare un esame visivo continuo. La luce perfetta, il bianco perfetto, la sedia giusta, il vaso giusto. Spazi più pensati per essere fotografati che abitati. L'estetica digitale — levigata, minimale, iper-ordinata — ha invaso l'interior design con la forza di una norma sociale: se non è "pulito", non è bello; se non è coerente, non è riuscito; se non è mostrabile, non è desiderabile. Nel 2026 questa narrazione sta perdendo potere. Non perché il bello non conti più, ma perché il bello, da solo, non basta. Sta emergendo un bisogno nuovo: interiori anti-algoritmo, spazi che non vivono per lo scatto, ma per la vita quotidiana. Case meno performative e più reali. Ambienti che non cercano approvazione, ma restituiscono energia. Non è un ritorno al disordine. È un ritorno al senso.
Per anni l’open space è stato il simbolo della casa contemporanea: fluida, luminosa, senza barriere. Una risposta diretta al bisogno di libertà, condivisione e ampiezza visiva.Oggi, però, quella promessa mostra i suoi limiti. Nel 2026, sempre più progetti segnano un cambio di rotta: non una negazione dell’open space, ma una sua evoluzione critica. Il ritorno delle soglie.
Nel design contemporaneo, una delle sfide più sottovalutate è il tempo. Non quello necessario a progettare uno spazio, ma quello che lo spazio dovrà attraversare: anni di vita quotidiana, cambiamenti, usura, trasformazioni.
Negli ultimi anni, la casa ha smesso di essere un semplice contenitore funzionale. È diventata un’estensione del nostro modo di pensare, di vivere il tempo, di relazionarci con il mondo. Abitare oggi è un atto culturale: una scelta che riflette valori, priorità, ritmo di vita. Non si tratta più solo di estetica, ma di posizione.
In un periodo in cui la casa è diventata il nostro scenario principale, il design ha iniziato a occuparsi non solo degli spazi, ma dei gesti che compiamo al loro interno. Non più solo funzione, non più solo stile: la vera ricerca oggi riguarda il modo in cui abitiamo il tempo.