25 Marzo 2022
Con un po’ di fai da te e creatività si può dare un tocco personale agli ambienti e, in questo caso, perché no, sfruttando anche un elemento semplice come un ramo, soggetto naturale molto versatile nella decorazione d’interni, tanto da poter realizzare oggetti di uso quotidiano come appendiabiti, piantane o lampade a soffitto, cornici e, oltre alle molteplici funzioni può diventare addirittura un divisorio per delimitare una zona della casa.
Abbiamo pensato di selezionare per te le migliori idee che abbiamo cercato online, alcuni progetti richiedono una maggiore esperienza nel campo DIY, altri, più facili da realizzare, sono anche veloci e dal budget molto basso, garantiranno sicuramente un risultato sorprendente.


Eleganti anche se appesi al muro singolarmente, è possibile realizzare semplici decori a scopo puramente estetico per le pareti unendo rami irregolari e folti a delle cornici, oppure semplicemente appendere delle foto ad essi, ma se l’esigenza è quella di sfruttare la nostra creazione per qualcosa di più funzionale possiamo tranquillamente realizzare degli scaffali per i nostri libri.
Ma non solo, dallo stile più minimale a quello più rustico troviamo molte idee per realizzare dei comodi e originali appendiabiti.

Un’idea molto bella e che dà decisamente un tocco personale alla stanza è utilizzare questi elementi naturali per separare un’area della casa dall’altra.

Ci spostiamo invece alla camera da letto dove possiamo spaziare dalla creazione di relle per appendere i vestiti, carine anche nelle camere dei più piccoli, ma troviamo anche ispirazioni per il letto, dal baldacchino alla testata il legno può essere impiegato per svariati scopi.



Non dimentichiamoci del bagno, dove un ramo che diventa un porta carta igienica è solo una delle tante soluzioni singolari che si possono applicare.

Infine, così come per il soggiorno, troviamo vani scala delimitati da una vera e propria ringhiera naturale, che può essere sfruttata come corrimano.

Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Se dici «casa accessibile» molti pensano ancora a corrimano grigi, sanitari rialzati in bella vista, segnaletica che sembra aeroporto. È un immaginario che fa un doppio torto: a chi ne ha bisogno e a chi progetta, perché spinge verso soluzioni nascoste o rinviose invece che integrate nel linguaggio del buon design. L'obiettivo non è adeguare lo spazio a una scheda tecnica: è permettere a corpi diversi, a fasi diverse della vita, di abitare la stessa casa con continuità — senza rinunciare a calore, materia, carattere.
Apri un catalogo di case contemporanee e spesso trovi cucine da copertina, bagni teatrali, soggiorni che sembrano studi fotografici. Poi, tra un'immagine e l'altra, compare un corridoio stretto, illuminato da un punto luce triste, o un disimpegno ridotto a mero incastro tra porte. Non è un dettaglio tecnico: è un silenzio progettuale su ciò che la vita fa per la maggior parte del tempo — passare, posare, cambiare registro, lasciare fuori una stanza prima di entrare in un'altra.
L'open space ha dominato l'immaginario della casa contemporanea: pochi muri, pochi confini, massima flessibilità. La promessa era libertà — cucina che dialoga con il soggiorno, luce che scorre, niente stanze "chiuse". Con il tempo molti hanno scoperto il rovescio della medaglia: rumore che si propaga, assenza di rifugi, difficoltà a concentrarsi o a staccare. La risposta non è tornare alla casa a cellule chiuse di una volta, ma ripensare il valore degli spazi dedicati: ambienti con una funzione chiara, che il corpo e la mente imparano a riconoscere.
L'interior design ha a lungo privilegiato la vista: colori, forme, superfici. Solo di recente si è iniziato a parlare di tatto e olfatto. L'udito, invece, resta il senso più trascurato in fase di progetto — eppure è quello che non si può spegnere. Viviamo in case che rimbombano, che riverberano, che trasmettono voci e rumori da una stanza all'altra. Il risultato è stress, affaticamento, difficoltà a concentrarsi e a riposare.
Per decenni l'interior design ha inseguito l'idea di uno spazio "perfetto" e immutabile: stessi colori, stesse luci, stessa disposizione dodici mesi l'anno. La casa come set fotografico sempre pronto, ma spesso distante dai cicli che governano il nostro corpo e il nostro umore. Oggi sta tornando un'idea diversa: la casa come organismo che risponde alle stagioni. Non un capriccio estetico, ma una risposta al bisogno di allineare gli ambienti in cui viviamo ai ritmi naturali — luce, temperatura, colore, vegetazione — con benefici misurabili su sonno, concentrazione e benessere. Marzo, con l'equinozio e il risveglio della primavera, è il momento ideale per ripensare gli interni in chiave stagionale.
Per anni il design d’interni ha convissuto con una grande contraddizione: l’ossessione per l’effetto. Effetto marmo. Effetto legno. Effetto metallo. Effetto pietra. Una casa che “sembra” qualcosa, più che “essere” qualcosa.