11 Marzo 2022
Quando le altezze e le caratteristiche strutturali lo permettono è possibile realizzare uno soppalco in casa per sfruttare lo spazio disponibile.
Quando si dispone di soffitti molto alti e lo spazio calpestabile è ridotto il soppalco si presenta come la soluzione ideale, soprattutto se costruito in materiale leggero come nel caso delle strutture in legno, nella maggior parte dei casi accompagnato al metallo.
Il soppalco non è solo eccellente dal lato pratico, è anche piacevole alla vista e accogliente oltre ad avere il vantaggio di avere ambienti più ariosi e illuminati, rimanendo comunque tutto aperto in un unico ambiente a doppia altezza.
Perchè sia possibile adottare questo accomodamento è necessario rispettare i requisiti che le normative indicano per una corretta distribuzione in altezza e superficie:
L’altezza minima indicata per il locale è di 440 cm (l’altezza sopra e sotto il soppalco non deve essere inferiore a 210 cm, tenendo conto della soletta)
La superficie del soppalco deve rientrare in 1/3 della superficie totale dell’ambiente
In una stanza soppalcata la superficie finestrata non deve essere inferiore a 1/8 rispetto alla superficie del pavimento, per garantire un Fattore Medio di Luce diurna sufficiente ad illuminare la zona del soppalco.
Verificata la fattibilità, vediamo insieme alcune idee per il soppalco che potrebbero fare al caso tuo











Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Cucina e bagno sono i punti in cui la casa incontra l'acqua ogni giorno — preparazione, pulizia, cura, relax. Per questo sono anche i luoghi in cui il divario tra bello in rendering e sostenibile nell'uso si vede prima: gocce sulle giunzioni, percorsi contorti, luci che mentono sul volto, superfici che chiedono pulizie ossessive.
In città, quei due o sei metri oltre la soglia sono spesso l'unica tregua tra l'appartamento e il rumore del mondo. Non sono un extra decorativo: sono confine — con altra luce, altro vento, altre regole. Eppure troppi balconi restano depositi di casse, sedie pieghevoli e piastrelle scelte in fretta, come se il progetto finisse al vetro.
Se dici «casa accessibile» molti pensano ancora a corrimano grigi, sanitari rialzati in bella vista, segnaletica che sembra aeroporto. È un immaginario che fa un doppio torto: a chi ne ha bisogno e a chi progetta, perché spinge verso soluzioni nascoste o rinviose invece che integrate nel linguaggio del buon design. L'obiettivo non è adeguare lo spazio a una scheda tecnica: è permettere a corpi diversi, a fasi diverse della vita, di abitare la stessa casa con continuità — senza rinunciare a calore, materia, carattere.
Apri un catalogo di case contemporanee e spesso trovi cucine da copertina, bagni teatrali, soggiorni che sembrano studi fotografici. Poi, tra un'immagine e l'altra, compare un corridoio stretto, illuminato da un punto luce triste, o un disimpegno ridotto a mero incastro tra porte. Non è un dettaglio tecnico: è un silenzio progettuale su ciò che la vita fa per la maggior parte del tempo — passare, posare, cambiare registro, lasciare fuori una stanza prima di entrare in un'altra.
L'open space ha dominato l'immaginario della casa contemporanea: pochi muri, pochi confini, massima flessibilità. La promessa era libertà — cucina che dialoga con il soggiorno, luce che scorre, niente stanze "chiuse". Con il tempo molti hanno scoperto il rovescio della medaglia: rumore che si propaga, assenza di rifugi, difficoltà a concentrarsi o a staccare. La risposta non è tornare alla casa a cellule chiuse di una volta, ma ripensare il valore degli spazi dedicati: ambienti con una funzione chiara, che il corpo e la mente imparano a riconoscere.
L'interior design ha a lungo privilegiato la vista: colori, forme, superfici. Solo di recente si è iniziato a parlare di tatto e olfatto. L'udito, invece, resta il senso più trascurato in fase di progetto — eppure è quello che non si può spegnere. Viviamo in case che rimbombano, che riverberano, che trasmettono voci e rumori da una stanza all'altra. Il risultato è stress, affaticamento, difficoltà a concentrarsi e a riposare.