03 Marzo 2024
Ecco alcuni suggerimenti su come mantenere in condizioni ottimali il piano della cucina, a seconda del materiale utilizzato:
Suggerimenti generali per tutti i tipi di piani cucina:
Utilizzare sempre sottopentole per evitare macchie di calore causate da pentole calde direttamente sul piano.
Evitare pesi eccessivi o concentrati per prevenire rotture o incrinature.
Evitare che pentole e padelle sbordino dal piano cottura per evitare danni causati dal calore.
Evitare di trascinare oggetti che potrebbero rigare la superficie e utilizzare sempre un tagliere per coltelli o oggetti taglienti.

Come pulire il top in laminato:
Utilizzare una miscela di due parti di acqua e una parte di alcool, acqua e sapone, o detergenti senza abrasivi né acidi. Evitare pagliette o detergenti corrosivi.
Manutenzione del laminato:
Evitare di appoggiare pentole appena tolte dal fuoco direttamente sul piano.
Non tagliare direttamente sulla superficie e evitare di utilizzarla come supporto per stirare senza protezione.
Evitare prodotti anticalcare a contatto prolungato con il piano.

Pulizia del top in Fenix®:
Utilizzare una spugna melaminica per la pulizia quotidiana e un panno in microfibra con acqua calda per lo sporco persistente. Si possono usare detergenti domestici o disinfettanti. In caso di micrograffi, seguire le istruzioni specifiche per la riparazione.
Manutenzione del top in HPL:
Usare una spugna non abrasiva con detergente domestico per la pulizia. In caso di sporco ostinato, rimuovere prima con un panno umido e poi pulire con detergente e acqua tiepida. Evitare acetone sulle parti in plastica.

Pulizia del top in quarzo:
Utilizzare una pasta di detersivo per piatti e bicarbonato per pulire il quarzo. Evitare detersivi aggressivi, cloro, ammoniaca e prodotti anticalcare. Pulire con una miscela di acqua, aceto e detersivo per piatti per prevenire aloni di calcare.
Manutenzione del Laminam:
Usare acqua calda e detergenti neutri per la pulizia quotidiana. Evitare prodotti contenenti cere o detergenti abrasivi. In caso di macchie persistenti, utilizzare detergenti non abrasivi o leggermente abrasivi.

Manutenzione del Gres:
Utilizzare acqua calda e detergenti neutri per la pulizia generale. Rimuovere tracce o residui di mastici e siliconi dopo l'installazione. Per macchie di sostanze grasse, usare uno sgrassatore e una spugnetta mediamente abrasiva. Evitare l'uso di sostanze acide aggressive e solventi vicino ai bordi.
Seguire attentamente queste indicazioni per mantenere il piano della cucina in perfetto stato a lungo termine.

Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Se dici «casa accessibile» molti pensano ancora a corrimano grigi, sanitari rialzati in bella vista, segnaletica che sembra aeroporto. È un immaginario che fa un doppio torto: a chi ne ha bisogno e a chi progetta, perché spinge verso soluzioni nascoste o rinviose invece che integrate nel linguaggio del buon design. L'obiettivo non è adeguare lo spazio a una scheda tecnica: è permettere a corpi diversi, a fasi diverse della vita, di abitare la stessa casa con continuità — senza rinunciare a calore, materia, carattere.
Apri un catalogo di case contemporanee e spesso trovi cucine da copertina, bagni teatrali, soggiorni che sembrano studi fotografici. Poi, tra un'immagine e l'altra, compare un corridoio stretto, illuminato da un punto luce triste, o un disimpegno ridotto a mero incastro tra porte. Non è un dettaglio tecnico: è un silenzio progettuale su ciò che la vita fa per la maggior parte del tempo — passare, posare, cambiare registro, lasciare fuori una stanza prima di entrare in un'altra.
L'open space ha dominato l'immaginario della casa contemporanea: pochi muri, pochi confini, massima flessibilità. La promessa era libertà — cucina che dialoga con il soggiorno, luce che scorre, niente stanze "chiuse". Con il tempo molti hanno scoperto il rovescio della medaglia: rumore che si propaga, assenza di rifugi, difficoltà a concentrarsi o a staccare. La risposta non è tornare alla casa a cellule chiuse di una volta, ma ripensare il valore degli spazi dedicati: ambienti con una funzione chiara, che il corpo e la mente imparano a riconoscere.
L'interior design ha a lungo privilegiato la vista: colori, forme, superfici. Solo di recente si è iniziato a parlare di tatto e olfatto. L'udito, invece, resta il senso più trascurato in fase di progetto — eppure è quello che non si può spegnere. Viviamo in case che rimbombano, che riverberano, che trasmettono voci e rumori da una stanza all'altra. Il risultato è stress, affaticamento, difficoltà a concentrarsi e a riposare.
Per decenni l'interior design ha inseguito l'idea di uno spazio "perfetto" e immutabile: stessi colori, stesse luci, stessa disposizione dodici mesi l'anno. La casa come set fotografico sempre pronto, ma spesso distante dai cicli che governano il nostro corpo e il nostro umore. Oggi sta tornando un'idea diversa: la casa come organismo che risponde alle stagioni. Non un capriccio estetico, ma una risposta al bisogno di allineare gli ambienti in cui viviamo ai ritmi naturali — luce, temperatura, colore, vegetazione — con benefici misurabili su sonno, concentrazione e benessere. Marzo, con l'equinozio e il risveglio della primavera, è il momento ideale per ripensare gli interni in chiave stagionale.
Per anni il design d’interni ha convissuto con una grande contraddizione: l’ossessione per l’effetto. Effetto marmo. Effetto legno. Effetto metallo. Effetto pietra. Una casa che “sembra” qualcosa, più che “essere” qualcosa.