09 Giugno 2023
Partendo dal presupposto che, se progettato in maniera autentica, lo stile industriale potrebbe risultare un connubio perfetto tra contemporaneo e vintage. Inoltre, quando facciamo riferimento a questo stile, ciò che dobbiamo considerare come fulcro principale, per riuscire molto bene nella sua realizzazione, sono gli spazi open space quindi ariosi e spaziosi, meglio ancora se caratterizzati da soffitti molto alti e su due livelli. Data la spaziosità degli ambienti, ricordiamo che sarebbe bene creare aree funzionali divise, così da identificare le zone, anche se solo esteticamente, magari valutando di inserire separè o pareti amovibili o, eventualmente, valutare un cambio di pavimentazione a seconda delle zone.
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In relazione ai pavimenti, il consiglio è quello di valutare soluzioni come il parquet usurato e restaurato, piastrelle grosse vintage o dall’effetto corten, ovvero arrugginito, ed il gettonatissimo effetto cemento grezzo, utilizzato moltissimo anche per le pareti di questo stile.
Ricordiamo, in primo luogo, che una delle regole principali per un perfetto stile industrial, è cercare di avere un fil rouge che caratterizzi i vari ambienti, ovvero cercare di selezionare uno più colori dominanti, una fantasia adatta allo stile e la scelta di un materiale protagonista.
Per rendere lo stile industriale impeccabile, sarebbe bene utilizzare alcuni materiali che richiamano proprio l’atmosfera industriale di un tempo, dunque optando per il legno grezzo, per alcuni complementi d’arredo come, ad esempio, il tavolo, il rinomato ferro battuto, utilissimo sia per travi portanti, scale, serramenti e gambe di tavoli e sedie, l’acciaio ed il metallo, sempre per dettagli, piccoli arredi ed elettrodomestici, la pelle, che si adatta perfettamente a rivestimenti di poltrone, divani e testiere dei letti, e materiali tecnologici come il carbonio.
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Il colore dominante dello stile industriale, è senza alcun dubbio il nero, seguito a ruota dal marrone. Ciò significa che, sicuramente, facciamo riferimento alle tinte tendenzialmente scure, che ricordiamo avere la capacità di donare un tocco di lusso e di classe agli ambienti. A questi colori, uniamo contrasti più chiari, caratterizzati già da materiali come il legno e l’acciaio, come il color tortora, il grigio ed alcuni dettagli color salvia, bordeaux, giallo, blu ed il verde muschio.
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Una caratteristica interessante dello stile industriale, è la quasi totale abolizione di credenze e mobili chiusi in tutti gli ambienti, compresa la cucina, sostituite invece da scaffali e arredi in metallo e legno, cercando di lasciare a vista i vari oggetti, purché organizzati con ordine e definizione.
Per quanto riguarda l’illuminazione naturale, ricordiamo che è molto importante cercare di valutare finestre di grandi dimensioni, purché poste in alto, alternate ad alcuni casi di piccoli lucernari, molto adatti allo stile industriale. Invece, per l’illuminazione artificiale esistono, ad oggi, svariate soluzioni perfettamente in linea con il design gettonato di questo stile, si tratta in ogni caso di lampadine nude, preferibilmente in rame, pendenti e soffuse, e di lampadari dal design grezzo, eventualmente in metallo e di tinte scure.
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Infine, non dimentichiamo l’importanza di lasciare visibili tubature e canaline, caratteristica rilevante dello stile industriale. Inoltre, se ci fosse la possibilità, sarebbe perfetto creare alcune pareti con mattoncini a vista, meglio ancora se si possono “tirar fuori” dalla struttura delle pareti. Spesso però molte costruzioni sono in muratura, quindi risulterebbe troppo dispendioso ricreare pareti intere con mattoncini a vista. Motivo per il quale, potremmo optare per una soluzione davvero perfetta: la carta da parati che riproduca il disegno dei mattoncini.
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Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Negli ultimi anni, la casa ha smesso di essere un semplice contenitore funzionale. È diventata un’estensione del nostro modo di pensare, di vivere il tempo, di relazionarci con il mondo. Abitare oggi è un atto culturale: una scelta che riflette valori, priorità, ritmo di vita. Non si tratta più solo di estetica, ma di posizione.
In un periodo in cui la casa è diventata il nostro scenario principale, il design ha iniziato a occuparsi non solo degli spazi, ma dei gesti che compiamo al loro interno. Non più solo funzione, non più solo stile: la vera ricerca oggi riguarda il modo in cui abitiamo il tempo.
Il mondo dei materiali sta vivendo una delle sue trasformazioni più interessanti. Oggi il progresso non si misura più solo nella resistenza o nella durata, ma nella capacità di un materiale di essere tecnico ma leggero, performante ma discreto, sottile ma scultoreo. Le superfici ultra-sottili e i rivestimenti avanzati stanno ridisegnando il ruolo della materia negli interni contemporanei.
Per decenni l’interior design ha celebrato la linea retta, la pulizia assoluta, la geometria razionale. Poi il mondo è cambiato, e con esso le case: più intime, più lente, più introspettive. In questo passaggio, l’attenzione si è spostata verso forme più morbide, accoglienti, emotive. Il 2025 consolida una trasformazione già in atto: curve, archi e volumi pieni tornano a definire il modo in cui abitiamo.
Da sempre il design italiano è sinonimo di bellezza, ingegno e misura. Ma negli ultimi anni, questo patrimonio culturale si è evoluto in una direzione nuova: quella della fusione tra tradizione e tecnologia, dove il sapere artigiano incontra i materiali tecnici, la sostenibilità e l’automazione intelligente.
Non è una questione di metri quadrati, ma di scelte intelligenti. Il nuovo lusso non vive più solo in ville e attici panoramici: oggi si misura nella capacità di rendere raffinato anche uno spazio essenziale, grazie a materiali pregiati, dettagli sartoriali e luce pensata con cura. È la filosofia del micro luxury, una tendenza che conquista le città europee e parla a chi vuole abitare con stile, anche in pochi metri.