12 Maggio 2023
EVITARE CHE LO SPORCO SI ACCUMULI
Di certo, una delle prime regole per cercare di non rovinare le superfici in acciaio, è cercare di pulirlo regolarmente, evitando quindi che la sporcizia in eccesso si accumuli e, di conseguenza si incrosti. Per lavare il nostro piano o le superfici in acciaio, sarà sufficiente utilizzare il comunissimo detersivo per i piatti o del detergente sgrassante per acciaio.

SOLUZIONE PER SUPERFICI INCROSTATE
Uno dei rimedi più utilizzati ed efficaci per rimuovere incrostazioni, senza però lesionare le nostre superfici in acciaio, è il bicarbonato di sodio, che ha la capacità di esercitare una leggerissima azione abrasiva, senza però graffiare o rovinare le superfici. Sarà sufficiente, dunque, riempire una bacinella con acqua calda e bicarbonato, lavare la superficie incrostata interessata ed, infine, risciacquare ed asciugare.

METODI PER LUCIDARE E TOGLIERE GLI ALONI
Se parliamo invece di lucidare e rimuovere gli aloni dalle varie superfici in acciaio inox, il metodo principale è l’utilizzo di una miscela del tutto naturale: il limone, che garantisce la rimozione di macchie ed aloni, e l’olio di oliva, capace di lucidare a dovere l’acciaio e di far sparire totalmente eventuali impronte digitali.
Un’altra soluzione naturale, meno conosciuta, ma molto efficace è la pietra argillosa bianca, utilissima sia per la pulizia che per la lucidatura di superfici in acciaio; se utilizzata con acqua frizzante, inoltre, ci permette di accentuare maggiormente la lucidatura.

COME RIMUOVERE IL CALCARE
Sul podio come metodo efficace per rimuovere macchie davvero ostinate e soprattutto il tanto temuto calcare, vediamo l’aceto bianco, che oltre a ripristinare quasi a nuovo le superfici in acciaio datate ed usurate, come lavandini, rubinetti, cappe e quant’altro, dona maggiore lucentezza. Ricordate però di diluirlo in acqua e di utilizzare un panno imbevuto con questa miscela per ottenere un risultato ottimale e non utilizzando quindi l’aceto bianco puro, poiché potrebbe essere troppo aggressivo e rovinare le superfici in acciaio inossidabile.

RIMUOVERE GRASSO E BRUCIATURE
Diversamente, una soluzione ottimale per rimuovere parti grasse o cercare di eliminare i fastidiosi segni di bruciatura, dovuti a pentole ed utensili bollenti, è l’utilizzo di farina oppure di cenere fine setacciata: entrambe, unite ad acqua a formare una sorta di crema, permettono la rimozione di bruciature e grasso, ripristinando al meglio le varie superfici in acciaio.

ERRORI DA EVITARE
Nonostante l’acciaio inox sia un materiale molto resistente, deve essere trattato con cura, come abbiamo visto in precedenza, a seconda delle necessità. Il consiglio è, dunque, quello di evitare di usare metodi e prodotti aggressivi che possano danneggiarlo, come ad esempio spugne abrasive, che potrebbero rigarlo moltissimo, o prodotti come candeggina, ammoniaca o acido muriatico, che potrebbero causare alcune macchie irreversibili.
Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
In città, quei due o sei metri oltre la soglia sono spesso l'unica tregua tra l'appartamento e il rumore del mondo. Non sono un extra decorativo: sono confine — con altra luce, altro vento, altre regole. Eppure troppi balconi restano depositi di casse, sedie pieghevoli e piastrelle scelte in fretta, come se il progetto finisse al vetro.
Se dici «casa accessibile» molti pensano ancora a corrimano grigi, sanitari rialzati in bella vista, segnaletica che sembra aeroporto. È un immaginario che fa un doppio torto: a chi ne ha bisogno e a chi progetta, perché spinge verso soluzioni nascoste o rinviose invece che integrate nel linguaggio del buon design. L'obiettivo non è adeguare lo spazio a una scheda tecnica: è permettere a corpi diversi, a fasi diverse della vita, di abitare la stessa casa con continuità — senza rinunciare a calore, materia, carattere.
Apri un catalogo di case contemporanee e spesso trovi cucine da copertina, bagni teatrali, soggiorni che sembrano studi fotografici. Poi, tra un'immagine e l'altra, compare un corridoio stretto, illuminato da un punto luce triste, o un disimpegno ridotto a mero incastro tra porte. Non è un dettaglio tecnico: è un silenzio progettuale su ciò che la vita fa per la maggior parte del tempo — passare, posare, cambiare registro, lasciare fuori una stanza prima di entrare in un'altra.
L'open space ha dominato l'immaginario della casa contemporanea: pochi muri, pochi confini, massima flessibilità. La promessa era libertà — cucina che dialoga con il soggiorno, luce che scorre, niente stanze "chiuse". Con il tempo molti hanno scoperto il rovescio della medaglia: rumore che si propaga, assenza di rifugi, difficoltà a concentrarsi o a staccare. La risposta non è tornare alla casa a cellule chiuse di una volta, ma ripensare il valore degli spazi dedicati: ambienti con una funzione chiara, che il corpo e la mente imparano a riconoscere.
L'interior design ha a lungo privilegiato la vista: colori, forme, superfici. Solo di recente si è iniziato a parlare di tatto e olfatto. L'udito, invece, resta il senso più trascurato in fase di progetto — eppure è quello che non si può spegnere. Viviamo in case che rimbombano, che riverberano, che trasmettono voci e rumori da una stanza all'altra. Il risultato è stress, affaticamento, difficoltà a concentrarsi e a riposare.
Per decenni l'interior design ha inseguito l'idea di uno spazio "perfetto" e immutabile: stessi colori, stesse luci, stessa disposizione dodici mesi l'anno. La casa come set fotografico sempre pronto, ma spesso distante dai cicli che governano il nostro corpo e il nostro umore. Oggi sta tornando un'idea diversa: la casa come organismo che risponde alle stagioni. Non un capriccio estetico, ma una risposta al bisogno di allineare gli ambienti in cui viviamo ai ritmi naturali — luce, temperatura, colore, vegetazione — con benefici misurabili su sonno, concentrazione e benessere. Marzo, con l'equinozio e il risveglio della primavera, è il momento ideale per ripensare gli interni in chiave stagionale.