28 Ottobre 2022
Le pareti di una casa, come anche il soffitto, occupano uno spazio importante e rappresentano una sorta di tela sulla quale l’arredo completerà successivamente l’opera, dunque sarebbe bene curarle al meglio, senza discromie, crepe o altri difetti. Il primo passo da compiere, non sempre facile, è, di certo, quello della scelta dei colori da utilizzare: vi consigliamo, oltre al gusto personale, di tenere in considerazione anche altri fattori, come la scelta di sfumature che facciano sembrare i nostri ambienti più ampi e luminosi oppure come la scelta di tonalità tenui, al fine di evitare un effetto pacchiano. Solitamente, si prediligono tonalità calde, come il rosso e l’arancio, per gli ambienti di cucina e salotto, mentre per il bagno vengono scelte maggiormente tinte fredde, come il blu ed il viola. Per quanto riguarda la zona notte, vi consigliamo di optare per colori che rilassano e conciliano il sonno.

Oltre alle varie vernici per pitturare le pareti di casa, vi serviranno anche diversi strumenti da lavoro: quelli fondamentali sono sicuramente pennello e rullo, uno per i dettagli e gli angoli ed uno per le superfici ampie (ricordiamo che il rullo rende tutto più semplice e meno faticoso). In secondo luogo, sarà necessario un secchio per diluire la pittura ed un lungo bastone per miscelarla. Inoltre, non dimenticatevi dei teli di plastica o dei satini, per coprire superfici e pavimenti, e del nastro carta adesivo, molto utile a coprire infissi e battiscopa, ma anche a definire precisamente eventuali bordini tra soffitto e pareti.

Di fondamentale importanza, dopo aver sgombrato le pareti il più possibile e aver coperto gli elementi d’arredo, è la preparazione delle pareti e dell’ambiente da dipingere:
1_eliminare la muffa presente sui muri e, se l’ambiente si presenta molto umido, ti consigliamo di applicare una base antimuffa
2_ stuccare eventuali buchi o crepe, da levigare successivamente con carta vetrata, che prevede poi la rimozione della polvere con un panno
3_lavare bene le pareti con una spugna umida e lasciare che si asciughi
4_ rimuovere le mostrine delle prese elettriche e per poi coprirle con del nastro isolante per questioni di sicurezza
5_ coprire bene con del nastro carta i battiscopa e gli stipiti delle finestre
6_ coprire i pavimenti, in maniera uniforme, con dei satini o giornali.

Le tecniche che potete prendere il considerazione, per pitturare casa con un perfetto stile, sono moltissime. Se la vostra idea è quella di rimanere su di uno stile semplice e tradizionale, si consiglia una pittura stesa in modo omogeneo o continuativo.
Per iniziare, consigliamo sempre di partire, dopo avere completato il soffitto con due mani di pittura, dagli angoli tra le pareti e dai contorni di finestre, lampadari, plafoniere e battiscopa, per poi muoversi verso il centro. Infine, utilizzate il pennello per procedere con gli ultimi dettagli e ritocchi, al fine di realizzare un lavoro perfetto.
Per quanto riguarda le tecniche particolari e gli effetti di design di maggiore tendenza vediamo:
L’effetto tamponato, che prevede una prima mano omogenea ed una seconda tamponata con un apposito strumento e con una vernice di colore diverso.

L’effetto graffiato, ove vi basterà applicare una prima mano di vernice ed una seconda; prima che quest’ultima asciughi, usando un frattazzo metallico, dovrete eseguire movimenti dal basso verso l’alto e da destra verso sinistra.

L’effetto spatolato richiede invece molta pazienza e prevede l’utilizzo, anziché del pennello, di una spatola di metallo, partendo dalla parte alta della parete ed incrociando in senso di pittura, ottenendo un perfetto super elegante.

Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
In città, quei due o sei metri oltre la soglia sono spesso l'unica tregua tra l'appartamento e il rumore del mondo. Non sono un extra decorativo: sono confine — con altra luce, altro vento, altre regole. Eppure troppi balconi restano depositi di casse, sedie pieghevoli e piastrelle scelte in fretta, come se il progetto finisse al vetro.
Se dici «casa accessibile» molti pensano ancora a corrimano grigi, sanitari rialzati in bella vista, segnaletica che sembra aeroporto. È un immaginario che fa un doppio torto: a chi ne ha bisogno e a chi progetta, perché spinge verso soluzioni nascoste o rinviose invece che integrate nel linguaggio del buon design. L'obiettivo non è adeguare lo spazio a una scheda tecnica: è permettere a corpi diversi, a fasi diverse della vita, di abitare la stessa casa con continuità — senza rinunciare a calore, materia, carattere.
Apri un catalogo di case contemporanee e spesso trovi cucine da copertina, bagni teatrali, soggiorni che sembrano studi fotografici. Poi, tra un'immagine e l'altra, compare un corridoio stretto, illuminato da un punto luce triste, o un disimpegno ridotto a mero incastro tra porte. Non è un dettaglio tecnico: è un silenzio progettuale su ciò che la vita fa per la maggior parte del tempo — passare, posare, cambiare registro, lasciare fuori una stanza prima di entrare in un'altra.
L'open space ha dominato l'immaginario della casa contemporanea: pochi muri, pochi confini, massima flessibilità. La promessa era libertà — cucina che dialoga con il soggiorno, luce che scorre, niente stanze "chiuse". Con il tempo molti hanno scoperto il rovescio della medaglia: rumore che si propaga, assenza di rifugi, difficoltà a concentrarsi o a staccare. La risposta non è tornare alla casa a cellule chiuse di una volta, ma ripensare il valore degli spazi dedicati: ambienti con una funzione chiara, che il corpo e la mente imparano a riconoscere.
L'interior design ha a lungo privilegiato la vista: colori, forme, superfici. Solo di recente si è iniziato a parlare di tatto e olfatto. L'udito, invece, resta il senso più trascurato in fase di progetto — eppure è quello che non si può spegnere. Viviamo in case che rimbombano, che riverberano, che trasmettono voci e rumori da una stanza all'altra. Il risultato è stress, affaticamento, difficoltà a concentrarsi e a riposare.
Per decenni l'interior design ha inseguito l'idea di uno spazio "perfetto" e immutabile: stessi colori, stesse luci, stessa disposizione dodici mesi l'anno. La casa come set fotografico sempre pronto, ma spesso distante dai cicli che governano il nostro corpo e il nostro umore. Oggi sta tornando un'idea diversa: la casa come organismo che risponde alle stagioni. Non un capriccio estetico, ma una risposta al bisogno di allineare gli ambienti in cui viviamo ai ritmi naturali — luce, temperatura, colore, vegetazione — con benefici misurabili su sonno, concentrazione e benessere. Marzo, con l'equinozio e il risveglio della primavera, è il momento ideale per ripensare gli interni in chiave stagionale.