13 Giugno 2025
In questo articolo ti diamo alcune idee e suggerimenti per progettare il salotto da esterno perfetto, adattabile a ogni esigenza e stile.
Il cuore di ogni salotto outdoor è il divano da esterno. Sceglilo con materiali resistenti agli agenti atmosferici, come alluminio, teak, rattan sintetico o tessuti tecnici waterproof. Completa il set con poltrone, pouf, tavolini e magari una chaise longue o una seduta sospesa.
Consiglio utile: opta per cuscini sfoderabili e lavabili per una manutenzione facile.

Se lo spazio lo permette, crea delle aree funzionali ben distinte:
Una zona con divani e tavolino per conversare
Un angolo con sdraio per prendere il sole o leggere
Un piccolo bar o tavolo alto per aperitivi all’aperto
Dividere lo spazio ti aiuterà a vivere al meglio ogni momento della giornata.
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Anche il salotto da esterno più bello ha bisogno di riparo dal sole. Valuta:
Pergolati o strutture in legno
Tende a vela
Ombrelloni di design
Frangisole o pannelli mobili
L’ombra giusta rende l’ambiente più vivibile e protegge gli arredi dal sole diretto.
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La giusta illuminazione trasforma l’atmosfera:
Luci a led soft o catene luminose
Lanterne o lampade portatili
Faretti a pavimento o a parete
Per un tocco magico, scegli luci calde e soffuse che valorizzano lo spazio senza abbagliare.
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Come all’interno, anche fuori i dettagli fanno la differenza. Aggiungi:
Tappeti da esterno per delimitare le zone
Coperte leggere e cuscini decorativi
Vasi, candele, centrotavola naturali
Usa i tessili per portare colore e comfort, scegliendo tonalità che si armonizzano con il verde circostante.
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Un salotto outdoor senza piante… non è completo. Posiziona:
Grandi vasi con ulivi, bambù o agrumi
Erbe aromatiche per un tocco sensoriale
Fioriere verticali per creare pareti naturali
Le piante non solo arredano, ma portano freschezza e intimità.
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Il salotto da esterno perfetto è quello che rispecchia il tuo stile di vita e ti fa venire voglia di uscire ogni giorno. Con i giusti arredi, un po’ di ombra, luce calda e dettagli curati, anche il più semplice degli spazi può diventare un’oasi di relax e bellezza sotto il cielo d’estate.
Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Per anni l’open space è stato il simbolo della casa contemporanea: fluida, luminosa, senza barriere. Una risposta diretta al bisogno di libertà, condivisione e ampiezza visiva.Oggi, però, quella promessa mostra i suoi limiti. Nel 2026, sempre più progetti segnano un cambio di rotta: non una negazione dell’open space, ma una sua evoluzione critica. Il ritorno delle soglie.
Nel design contemporaneo, una delle sfide più sottovalutate è il tempo. Non quello necessario a progettare uno spazio, ma quello che lo spazio dovrà attraversare: anni di vita quotidiana, cambiamenti, usura, trasformazioni.
Negli ultimi anni, la casa ha smesso di essere un semplice contenitore funzionale. È diventata un’estensione del nostro modo di pensare, di vivere il tempo, di relazionarci con il mondo. Abitare oggi è un atto culturale: una scelta che riflette valori, priorità, ritmo di vita. Non si tratta più solo di estetica, ma di posizione.
In un periodo in cui la casa è diventata il nostro scenario principale, il design ha iniziato a occuparsi non solo degli spazi, ma dei gesti che compiamo al loro interno. Non più solo funzione, non più solo stile: la vera ricerca oggi riguarda il modo in cui abitiamo il tempo.
Il mondo dei materiali sta vivendo una delle sue trasformazioni più interessanti. Oggi il progresso non si misura più solo nella resistenza o nella durata, ma nella capacità di un materiale di essere tecnico ma leggero, performante ma discreto, sottile ma scultoreo. Le superfici ultra-sottili e i rivestimenti avanzati stanno ridisegnando il ruolo della materia negli interni contemporanei.
Per decenni l’interior design ha celebrato la linea retta, la pulizia assoluta, la geometria razionale. Poi il mondo è cambiato, e con esso le case: più intime, più lente, più introspettive. In questo passaggio, l’attenzione si è spostata verso forme più morbide, accoglienti, emotive. Il 2025 consolida una trasformazione già in atto: curve, archi e volumi pieni tornano a definire il modo in cui abitiamo.