In una città come Hong Kong, una delle più densamente popolate della terra, l’architettura e l’urbanistica sono in continua evoluzione per trovare soluzioni strategiche in grado di migliorare lo stile di vita dei propri cittadini. Leggete l’articolo del blog di oggi per scoprire alcune novità…


Si chiama Hong Kong Pixel Homes, il concorso che ha messo in discussione la perenne sfida degli alloggi multi-unità, problema che si riflette in molte città del mondo, non solo in cina. Con questo contest si è richiesto ai partecipanti di sfruttare gli ultimi lembi di terra, grandi quasi quanto un pixel, rimasti liberi a Hong Kong per progettare edifici residenziali a prezzi accessibili.
L'obiettivo del concorso è stato principalmente quello di trovare delle valide proposte per risolvere quella che è una vera e propria emergenza abitativa, proponendo degli edifici adatti a soddisfare soprattutto le esigenze economiche dei cittadini.

Ma facciamo un passo indietro, sapete quando l’uomo a iniziato a condividere gli spazi di una stessa struttura per garantirsi una sopravvivenza?
Si potrebbe dire che la prima avventura dell'umanità nella vita verticale risale all’antichità, con le abitazioni nelle grotte che si trasformavano in aree sociali ben strutturate. Oggi, la vita verticale rappresenta la consuetudine e una scelta obbligata, soprattutto nelle grandi città, dove lo spazio disponibile è davvero poco rispetto alla densità popolare. Si realizzano quindi costruzioni sempre più alte, pur mantenendo un design e uno stile adatto alla vita in tutte le sue funzionalità. A New York fu alla fine del 1800 che si iniziarono a costruire i primi palazzi alti oltre i 12 piani.

Oggi esistono veri e propri complessi residenziali, strutture architettoniche a dir poco maestose, in gradi di ospitare migliaia di persone! Pensate al Barbican di Londra. E che dire di Hong Kong, città dalla quale è nata l’idea di questo contest per architetti di tutto il mondo? Si tratta di una delle città più costose e densamente popolate della Terra. Con oltre 7 milioni di persone che vivono su un'isola di soli 1,102 kmq di dimensione, la popolazione è costantemente in lotta per lo spazio. Oltre a tutto questo, come altre grandi città di tutto il mondo, Hong Kong si trova ad affrontare una crisi economica senza tempo. Le rigorose limitazioni dello spazio si riflettono in una limitata quantità di alloggi, un'offerta limitata, accoppiata ad una domanda sempre crescente, ha causato un aumento vertiginoso dei prezzi delle abitazioni di Hong Kong.

Da qui il concorso: Hong Kong Pixel Home

A vincere il primo posto, lo studio Kwong Von Glinow office, formato da Giro Chi Kwong, Alison Von Glinow, e Kevin Lamyuktseung, che ha convinto la giuria internazionale per l’approccio profondamente innovativo e corretto. La forza progettuale del trio è racchiusa nel aver radicalmente re-codificato l’idea di abitazione: prima, disassemblando la tradizionale unità disposta su un piano, poi stratificandola e infine aggregandola in altezza, su una linea verticale e non più orizzontale, secondo moduli ripetitivi applicabili e adattabili alle diverse esigenze territoriali. Il team di IDW Italia è in grado di accompagnarvi nella realizzazione della casa dei vostri sogni, dalla progettazione alla costruzione fino all’arredamento e alla scelta dei complementi d’arredo. Che si tratti di un appartamento in città, come quelli di cui abbiamo parlato oggi, o di una casa lontana dai limiti imposti da una progettazione più urbanistica, possiamo offrirvi la consulenza necessaria per soddisfare le vostre esigenze di nostri, spazi e funzionalità abitative, ma soprattutto di gusti.