Il cambio di stagione

02 Ottobre 2026

Il rito di ottobre

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Il cambio di stagione occupa di solito un sabato intero, fatto di sacchi aperti sul letto e di pile che crescono sul pavimento. Quasi sempre si fa di corsa, spostando le cose da un punto all'altro senza chiedersi se quel punto funziona.

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Eppure è l'unico momento dell'anno in cui si tengono in mano, uno per uno, tutti i vestiti che si possiedono. Vale la pena approfittarne per guardare anche il mobile che li contiene: se ogni ottobre la fatica è la stessa, il problema raramente sta nei vestiti.

Fare l'inventario

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Prima di riporre conviene contare. Quanti cappotti si usano davvero, quante maglie restano piegate da due inverni, quali capi estivi sono arrivati a settembre senza essere mai indossati. L'inventario dice di quanto spazio si ha bisogno, ed è quasi sempre meno di quello che si pensa.

Quello che non si usa da due stagioni può uscire di casa o finire in un contenitore separato. Un armadio pieno all'ottanta per cento si usa bene; uno pieno al cento per cento si usa solo in parte, perché quello che sta dietro smette di esistere.

Le misure del guardaroba

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Un buon armadio è fatto di misure precise. La profondità interna utile per appendere è intorno ai 58-60 centimetri, perché una gruccia da giacca misura circa 45 centimetri e deve girare senza toccare le ante. Per camicie, giacche e pantaloni piegati sulla gruccia bastano circa 100 centimetri di altezza libera; cappotti e abiti lunghi ne chiedono tra 150 e 160.

Per i maglioni i ripiani funzionano meglio dei cassetti profondi: una distanza di 30-35 centimetri tra un ripiano e l'altro permette pile basse, che non crollano quando si sfila il capo in fondo. I cassetti restano per l'intimo, le calze, gli accessori, tutto ciò che è piccolo e si perde sugli scaffali.

Cosa va in alto

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La parte alta dell'armadio è la stanza della stagione ferma. Lì vanno i capi estivi, in contenitori che lascino respirare i tessuti: cotone e lino in scatole di tessuto o di cartone rigido, mai chiusi in plastica sigillata dove l'umidità resta intrappolata.

I sacchi sottovuoto fanno guadagnare molto spazio, ma su lana e piuma vanno usati per periodi brevi, perché schiacciano le fibre. Un blocchetto di legno di cedro o un sacchetto di lavanda tra i capi di lana tengono lontane le tarme meglio di qualsiasi prodotto dall'odore chimico.

In showroom

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Progettare un guardaroba significa partire da quello che contiene, prima ancora che dalle finiture delle ante. In showroom lavoriamo sulle misure reali di chi lo userà: quanti capi lunghi, quante pile, quanto spazio per la stagione che riposa. Il cambio di ottobre diventa così un'operazione di un'ora.

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Per approfondire: Come organizzare la cabina armadio e i sistemi armadio di Novamobili per costruire un guardaroba su misura.

Cristiano Castaldi IDW Italia
Cristiano Castaldi

Interior Designer dal 1985

CEO & Founder, Italian Design in the World

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