10 Febbraio 2023
La prima cosa da tenere in considerazione, se decidete di arredare una tavernetta, è la decisione dello stile da attribuire al nostro ambiente: da quello rustico, basato sull’utilizzo di legno, pietra, caminetto e luci calde, a quello moderno, caratterizzato da linee pulite, palette di contrasto e tecnologie di ultima generazione. Esistono inoltre altre alternative di stili, come, ad esempio, l’industrial ed il minimal.


Vediamo ora, alcune idee, che potrebbero tornarti utili per scegliere a che cosa dedicare la tua taverna!
LA TAVERNA COME SPAZIO PROFESSIONALE
Un’ottima soluzione, se lavorate da casa, potrebbe essere quella di ricreare un ambiente dedicato alla vostra professione, che sia il più funzionale possibile e, allo stesso tempo, che trasmetta energie positive, al fine di trascorrere al meglio le ore di lavoro. Oltre ad attrezzare la vostra taverna-studio con ciò che tutto ciò che vi serve per lavorare bene, lo stile che vi consigliamo per questa scelta, è quello industrial, che permette di ricreare uno spazio fresco ed innovativo e, al contempo, caratteristico di uno ambiente lavorativo.
LA TAVERNA COME PICCOLO LIVING E PALESTRA
Un’idea alternativa, è quella di ricavare una piccola zona dedicata a momenti di snack, di aperitivo e di svago con gli amici e dedicare lo spazio restante alla palestra, ricreando un ambiente che ci permetta di migliorare la qualità della nostra vita quotidiana, mantenendoci in forma e concedendoci anche momenti di piacevole relax.

LA TAVERNA PER GLI EVENTI
Se la vostra intenzione è quella di ricreare uno spazio dedicato a pranzi e cena in famiglia e con gli amici, ove poter festeggiare compleanni o ricorrenze di vario genere, certamente non possono mancare un angolo cottura funzionale, un buon tavolo in stile, magari allungabile o di grandi dimensioni così da poter ospitare più persone, ed uno spazio dedicato al relax, pensando ad un caminetto ed optando per poltrone, divani o pouf, ovviamente seguendo sempre la linea dello stile scelto per la vostra taverna.

LA TAVERNA COME CANTINA-BAR
Diversamente, qualora non aveste la necessità di uno spazio così ampio e completo, potreste pensare di strutturare un ambiente moderno con un piacevole angolo bar ed piccolo salottino, in cui fare due chiacchiere con gli amici davanti ad un aperitivo. In una taverna in questo stile, non possono mancare la cantinetta dei vini di ultima generazione, le varie tecnologie funzionali e la musica di sottofondo.
LA TAVERNETTA COME SPAZIO DEDICATO AGLI HOBBY
Infine, se siete degli hobbisti e necessitate di una area in cui dare libero sfogo alle vostre passioni, potreste pensare di attrezzare l’area in tutta funzionalità, che sia arredare una zona total Gaming o uno spazio dedicato al modellismo. Se lo si desidera, nulla vieta di dedicare la vostra tavernetta ad un ambiente tutto dedicato alla musica: musicisti e cantanti, potrebbero valutare di attrezzare l’ambiente con pareti insonorizzate, impianto stereo di ultima generazione e tutto ciò che serve per suonare e provare i vostri pezzi!


Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Cucina e bagno sono i punti in cui la casa incontra l'acqua ogni giorno — preparazione, pulizia, cura, relax. Per questo sono anche i luoghi in cui il divario tra bello in rendering e sostenibile nell'uso si vede prima: gocce sulle giunzioni, percorsi contorti, luci che mentono sul volto, superfici che chiedono pulizie ossessive.
In città, quei due o sei metri oltre la soglia sono spesso l'unica tregua tra l'appartamento e il rumore del mondo. Non sono un extra decorativo: sono confine — con altra luce, altro vento, altre regole. Eppure troppi balconi restano depositi di casse, sedie pieghevoli e piastrelle scelte in fretta, come se il progetto finisse al vetro.
Se dici «casa accessibile» molti pensano ancora a corrimano grigi, sanitari rialzati in bella vista, segnaletica che sembra aeroporto. È un immaginario che fa un doppio torto: a chi ne ha bisogno e a chi progetta, perché spinge verso soluzioni nascoste o rinviose invece che integrate nel linguaggio del buon design. L'obiettivo non è adeguare lo spazio a una scheda tecnica: è permettere a corpi diversi, a fasi diverse della vita, di abitare la stessa casa con continuità — senza rinunciare a calore, materia, carattere.
Apri un catalogo di case contemporanee e spesso trovi cucine da copertina, bagni teatrali, soggiorni che sembrano studi fotografici. Poi, tra un'immagine e l'altra, compare un corridoio stretto, illuminato da un punto luce triste, o un disimpegno ridotto a mero incastro tra porte. Non è un dettaglio tecnico: è un silenzio progettuale su ciò che la vita fa per la maggior parte del tempo — passare, posare, cambiare registro, lasciare fuori una stanza prima di entrare in un'altra.
L'open space ha dominato l'immaginario della casa contemporanea: pochi muri, pochi confini, massima flessibilità. La promessa era libertà — cucina che dialoga con il soggiorno, luce che scorre, niente stanze "chiuse". Con il tempo molti hanno scoperto il rovescio della medaglia: rumore che si propaga, assenza di rifugi, difficoltà a concentrarsi o a staccare. La risposta non è tornare alla casa a cellule chiuse di una volta, ma ripensare il valore degli spazi dedicati: ambienti con una funzione chiara, che il corpo e la mente imparano a riconoscere.
L'interior design ha a lungo privilegiato la vista: colori, forme, superfici. Solo di recente si è iniziato a parlare di tatto e olfatto. L'udito, invece, resta il senso più trascurato in fase di progetto — eppure è quello che non si può spegnere. Viviamo in case che rimbombano, che riverberano, che trasmettono voci e rumori da una stanza all'altra. Il risultato è stress, affaticamento, difficoltà a concentrarsi e a riposare.