02 Settembre 2022
Quando parliamo di spiaggia, estate e mare dalle acque cristalline, non possiamo che non pensare immediatamente ai colori: le cromie fondamentali per l’arredamento in stile marittimo, sono innanzitutto tutte le sfumature di blu, che ricordano il mare ed il cielo, ed il bianco, che richiama l’idea della schiuma delle onde e delle nuvole in cielo, donando al nostro ambiente maggiore luminosità. Non dimentichiamoci del color sabbia, che dona quel tocco unico a questo stile, e del rosso corallo.

Per quanto riguarda i materiali, ricordatevi che dovremmo fare una scelta che rimandi alla sensazione di trovarsi in navigazione o, comunque, al mare! L’opzione migliore in assoluto, è di certo il legno, preferibilmente grezzo, magari utilizzando grandi listelli dalle nuance chiare o neutre, che ricordino rami sulla spiaggia, per i pavimenti. Questo, è sicuramente, il materiale per eccellenza dell’atmosfera in stile marittimo, e viene usato per la maggior parte dell’arredamento, come tavoli, sedie, banconi, credenze, tavolini,… .
Insieme al legno, trovano spazio alcuni materiali, sempre dalla trama grezza, come lino e cotone per i tessuti (per cuscini e copertine), canapa e iuta e, infine, reti e corde, utili ad esempio per applicare delle mensole sospese attraverso dei supporti a scomparsa nel soffitto, che rimandino al mondo nautico.

Per riuscire a realizzare un prefetto arredamento in stile marinaio, ci sono alcuni accessori a cui non potete rinunciare in alcun modo, tra questi, troviamo le lanterne e, come già accennato, le corde, elementi tipici delle vecchie abitazioni dei marinai. Non dimentichiamo però conchiglie, salvagenti, rami, ciotole e vasi in vetro, ancore e sabbia. Insomma, gli elementi da poter utilizzare in questo stile, sono molteplici, ciò nonostante ricordate di riporre la giusta attenzione nella loro scelta, nella loro quantità e nella loro collocazione.


Il tocco finale, per avere successo nel ricreare un’atmosfera marina completa e curata, è prestare attenzione alla scelta di finestre e serramenti che rispecchino lo stile generale dell’abitazione: potete scegliere colori neutri come bianco e grigio chiaro, oppure, se vi piace osare, con il blu accesso, certo partendo da una tinta di pareti total white!
Per decorare i serramenti, potreste pensare a delle tende realizzate con conchiglie, timolli, coralli oppure a delle semplici tende in tinta neutra, di lino o cotone leggerissimo, da raccogliere con una piccola corda in stile.

Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Per anni abbiamo progettato case come se dovessero superare un esame visivo continuo. La luce perfetta, il bianco perfetto, la sedia giusta, il vaso giusto. Spazi più pensati per essere fotografati che abitati. L'estetica digitale — levigata, minimale, iper-ordinata — ha invaso l'interior design con la forza di una norma sociale: se non è "pulito", non è bello; se non è coerente, non è riuscito; se non è mostrabile, non è desiderabile. Nel 2026 questa narrazione sta perdendo potere. Non perché il bello non conti più, ma perché il bello, da solo, non basta. Sta emergendo un bisogno nuovo: interiori anti-algoritmo, spazi che non vivono per lo scatto, ma per la vita quotidiana. Case meno performative e più reali. Ambienti che non cercano approvazione, ma restituiscono energia. Non è un ritorno al disordine. È un ritorno al senso.
Per anni l’open space è stato il simbolo della casa contemporanea: fluida, luminosa, senza barriere. Una risposta diretta al bisogno di libertà, condivisione e ampiezza visiva.Oggi, però, quella promessa mostra i suoi limiti. Nel 2026, sempre più progetti segnano un cambio di rotta: non una negazione dell’open space, ma una sua evoluzione critica. Il ritorno delle soglie.
Nel design contemporaneo, una delle sfide più sottovalutate è il tempo. Non quello necessario a progettare uno spazio, ma quello che lo spazio dovrà attraversare: anni di vita quotidiana, cambiamenti, usura, trasformazioni.
Negli ultimi anni, la casa ha smesso di essere un semplice contenitore funzionale. È diventata un’estensione del nostro modo di pensare, di vivere il tempo, di relazionarci con il mondo. Abitare oggi è un atto culturale: una scelta che riflette valori, priorità, ritmo di vita. Non si tratta più solo di estetica, ma di posizione.
In un periodo in cui la casa è diventata il nostro scenario principale, il design ha iniziato a occuparsi non solo degli spazi, ma dei gesti che compiamo al loro interno. Non più solo funzione, non più solo stile: la vera ricerca oggi riguarda il modo in cui abitiamo il tempo.
Il mondo dei materiali sta vivendo una delle sue trasformazioni più interessanti. Oggi il progresso non si misura più solo nella resistenza o nella durata, ma nella capacità di un materiale di essere tecnico ma leggero, performante ma discreto, sottile ma scultoreo. Le superfici ultra-sottili e i rivestimenti avanzati stanno ridisegnando il ruolo della materia negli interni contemporanei.