06 Dicembre 2024
Scegli una combinazione di colori che si discosti dai classici rosso e verde. Opta per tonalità eleganti come oro, argento, bianco neve e champagne. Puoi aggiungere un tocco di colore con pastelli delicati, come il rosa cipria o l’azzurro polvere, per un effetto moderno e raffinato.

Gli elementi naturali come rami di abete, pigne, bacche rosse e legno possono diventare protagonisti delle decorazioni. Combinali con dettagli minimalisti, come palline monocromatiche o ornamenti geometrici, per un look elegante ma accogliente.
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Usa luci calde e soffuse per creare un’atmosfera intima. Le catene luminose non devono limitarsi all’albero di Natale: puoi posizionarle intorno a specchi, finestre o mensole per dare un tocco di magia in ogni angolo.
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Una tavola ben apparecchiata è il cuore delle celebrazioni natalizie. Scegli tovaglie e tovaglioli in materiali naturali, come lino o cotone, e abbinali a centrotavola minimalisti fatti con candele e piccoli dettagli verdi. Non dimenticare i segnaposti personalizzati: piccoli gesti che fanno sentire ogni ospite speciale.
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Completa l’esperienza sensoriale con candele profumate o diffusori che richiamano i profumi delle feste: cannella, arancia e pino. Questi dettagli aiutano a creare un ambiente accogliente e avvolgente.
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Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Per anni abbiamo progettato case come se dovessero superare un esame visivo continuo. La luce perfetta, il bianco perfetto, la sedia giusta, il vaso giusto. Spazi più pensati per essere fotografati che abitati. L'estetica digitale — levigata, minimale, iper-ordinata — ha invaso l'interior design con la forza di una norma sociale: se non è "pulito", non è bello; se non è coerente, non è riuscito; se non è mostrabile, non è desiderabile. Nel 2026 questa narrazione sta perdendo potere. Non perché il bello non conti più, ma perché il bello, da solo, non basta. Sta emergendo un bisogno nuovo: interiori anti-algoritmo, spazi che non vivono per lo scatto, ma per la vita quotidiana. Case meno performative e più reali. Ambienti che non cercano approvazione, ma restituiscono energia. Non è un ritorno al disordine. È un ritorno al senso.
Per anni l’open space è stato il simbolo della casa contemporanea: fluida, luminosa, senza barriere. Una risposta diretta al bisogno di libertà, condivisione e ampiezza visiva.Oggi, però, quella promessa mostra i suoi limiti. Nel 2026, sempre più progetti segnano un cambio di rotta: non una negazione dell’open space, ma una sua evoluzione critica. Il ritorno delle soglie.
Nel design contemporaneo, una delle sfide più sottovalutate è il tempo. Non quello necessario a progettare uno spazio, ma quello che lo spazio dovrà attraversare: anni di vita quotidiana, cambiamenti, usura, trasformazioni.
Negli ultimi anni, la casa ha smesso di essere un semplice contenitore funzionale. È diventata un’estensione del nostro modo di pensare, di vivere il tempo, di relazionarci con il mondo. Abitare oggi è un atto culturale: una scelta che riflette valori, priorità, ritmo di vita. Non si tratta più solo di estetica, ma di posizione.
In un periodo in cui la casa è diventata il nostro scenario principale, il design ha iniziato a occuparsi non solo degli spazi, ma dei gesti che compiamo al loro interno. Non più solo funzione, non più solo stile: la vera ricerca oggi riguarda il modo in cui abitiamo il tempo.
Il mondo dei materiali sta vivendo una delle sue trasformazioni più interessanti. Oggi il progresso non si misura più solo nella resistenza o nella durata, ma nella capacità di un materiale di essere tecnico ma leggero, performante ma discreto, sottile ma scultoreo. Le superfici ultra-sottili e i rivestimenti avanzati stanno ridisegnando il ruolo della materia negli interni contemporanei.