09 Settembre 2022
LO STILE
Il mondo dell’interior design, offre moltissimi stili da poter utilizzare per arredare casa propria, dallo scandinavo allo shabby chic, al vintage, al classico,e così via.. Quando parliamo di scelta di stile, il consiglio è quello di cercare di non prediligere un solo mood, al fine di non incappare nella monotonia. Allo stesso tempo, ricordatevi di non esagerare con mescolare troppi stili, altrimenti otterreste un atmosfera eccessivamente caotica e quasi disordinata. La scelta ideale, sarebbe quindi quella di creare dei contrasti interessanti tra due stili differenti, per dare ritmo, personalità e design all’ambiente di casa nostra.
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LA TAVOLOZZA DEI COLORI
Pareti giallo canarino o rosso vivo e sfumature di ogni genere? Stupendo, nulla da dire, ma ricordate che se andiamo indietro nel tempo e facciamo una riflessione sui colori che si usavano nella case delle nostre nonne e che sicuramente non contrastano i “nuovi stili”, sono i colori tenui, come ad esempio bianco, grigio chiaro e crema, ad oggi di certo rivalutati ed esaltati dallo stile minimalista.

ARREDI E MATERIALI
L’arredo senza tempo, ama gli interni veri, ove i mobili sono gli attori all’interno di una scena ed, in base al punto focale di essa, devono essere capaci di affermarsi o “scomparire”. Senza dubbio, lo stile di mobili che ognuno di noi ama, varia da cultura a cultura, ma è evidente che esistono materiali, come il marmo, che sono capaci di mescolarsi e creare un dialogo ed un’armonia tutta d’un pezzo negli ambienti di casa.

Non dimenticatevi, inoltre, del calore rassicurante ed accogliente che emana il legno, materiale per eccellenza del classico senza tempo, sia per la scelta dei pavimenti che degli arredi.

OPERE D’ARTE E PEZZI UNICI
Cosa c’è di più nobile e senza tempo di un’opera d’arte? L’imponenza di un bel dipinto o di manufatti d’arte di grande impatto visivo, ci permettono di impreziosire gli spazi di casa nostra, trasmettendo cultura e buon gusto. Diversamente potremmo pensare ad oggetti con un’anima, ovvero quelli che raccontano una storia, in base a quelle che sono le nostre credenze e passioni o momenti di vita vissuti. In generale, il consiglio è quello di prediligere oggetti o suppellettili realizzati con amore, che raccontino di noi o che tramandino una tradizione e rievochino una storia!

Infine, ricordate che non è necessario completare tutto l’arredamento in una volta sola, anzi, sarebbe meglio vivere letteralmente gli spazi di casa nostra e, step-by-step, decidere quali componenti d’arredo prediligere ed in che modo collocarli. Diciamo che potremmo parlare di design work in progress, come grande sostenitore del tanto amato design senza tempo!
Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Per anni abbiamo progettato case come se dovessero superare un esame visivo continuo. La luce perfetta, il bianco perfetto, la sedia giusta, il vaso giusto. Spazi più pensati per essere fotografati che abitati. L'estetica digitale — levigata, minimale, iper-ordinata — ha invaso l'interior design con la forza di una norma sociale: se non è "pulito", non è bello; se non è coerente, non è riuscito; se non è mostrabile, non è desiderabile. Nel 2026 questa narrazione sta perdendo potere. Non perché il bello non conti più, ma perché il bello, da solo, non basta. Sta emergendo un bisogno nuovo: interiori anti-algoritmo, spazi che non vivono per lo scatto, ma per la vita quotidiana. Case meno performative e più reali. Ambienti che non cercano approvazione, ma restituiscono energia. Non è un ritorno al disordine. È un ritorno al senso.
Per anni l’open space è stato il simbolo della casa contemporanea: fluida, luminosa, senza barriere. Una risposta diretta al bisogno di libertà, condivisione e ampiezza visiva.Oggi, però, quella promessa mostra i suoi limiti. Nel 2026, sempre più progetti segnano un cambio di rotta: non una negazione dell’open space, ma una sua evoluzione critica. Il ritorno delle soglie.
Nel design contemporaneo, una delle sfide più sottovalutate è il tempo. Non quello necessario a progettare uno spazio, ma quello che lo spazio dovrà attraversare: anni di vita quotidiana, cambiamenti, usura, trasformazioni.
Negli ultimi anni, la casa ha smesso di essere un semplice contenitore funzionale. È diventata un’estensione del nostro modo di pensare, di vivere il tempo, di relazionarci con il mondo. Abitare oggi è un atto culturale: una scelta che riflette valori, priorità, ritmo di vita. Non si tratta più solo di estetica, ma di posizione.
In un periodo in cui la casa è diventata il nostro scenario principale, il design ha iniziato a occuparsi non solo degli spazi, ma dei gesti che compiamo al loro interno. Non più solo funzione, non più solo stile: la vera ricerca oggi riguarda il modo in cui abitiamo il tempo.
Il mondo dei materiali sta vivendo una delle sue trasformazioni più interessanti. Oggi il progresso non si misura più solo nella resistenza o nella durata, ma nella capacità di un materiale di essere tecnico ma leggero, performante ma discreto, sottile ma scultoreo. Le superfici ultra-sottili e i rivestimenti avanzati stanno ridisegnando il ruolo della materia negli interni contemporanei.