30 Agosto 2024
Cosa Sono la Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata?
La realtà virtuale è una tecnologia che crea un ambiente digitale completamente immersivo, permettendo agli utenti di esplorare e interagire con uno spazio virtuale. La realtà aumentata, invece, sovrappone elementi digitali al mondo reale, arricchendo la percezione dell'ambiente circostante.
Vantaggi della VR e AR nel Design d’Interni
Visualizzazione Realistica: Queste tecnologie permettono di vedere come appariranno i mobili e gli elementi decorativi all'interno di uno spazio prima di effettuare acquisti. Questo riduce il rischio di errori e delusioni.

Esperienza Immersiva: La VR consente di "camminare" virtualmente all'interno di un progetto, offrendo una comprensione più profonda delle proporzioni e del layout. Questo è particolarmente utile per progetti complessi o di grandi dimensioni.
Personalizzazione: Con la AR, è possibile provare diverse combinazioni di colori, materiali e layout in tempo reale, facilitando decisioni più informate e personalizzate.
Efficienza e Risparmio di Tempo: Queste tecnologie possono accelerare il processo di progettazione e approvazione, riducendo la necessità di creare prototipi fisici o effettuare molteplici revisioni.
Collaborazione Facilitata: VR e AR permettono a designer, architetti e clienti di collaborare in modo più efficace, condividendo visioni e feedback in tempo reale.

Applicazioni Pratiche
Showroom Virtuali: Molti negozi di arredamento offrono showroom virtuali dove i clienti possono esplorare e personalizzare i mobili direttamente da casa.
App di Realtà Aumentata: Applicazioni come IKEA Place permettono di vedere come i mobili si inseriscono nel proprio spazio domestico utilizzando la fotocamera dello smartphone.

Software di Progettazione: Strumenti come SketchUp e HomeByMe integrano funzionalità VR e AR per aiutare i designer a creare e modificare progetti con maggiore precisione e creatività.

Le tecnologie immersive come la realtà virtuale e aumentata stanno rivoluzionando il modo di progettare e visualizzare gli spazi interni. Offrendo visualizzazioni realistiche, esperienze immersive e una maggiore personalizzazione, queste tecnologie rendono il processo di design più efficiente e coinvolgente. Sfruttare queste innovazioni può portare a risultati migliori e a una maggiore soddisfazione dei clienti.
Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Per anni il design d’interni ha convissuto con una grande contraddizione: l’ossessione per l’effetto. Effetto marmo. Effetto legno. Effetto metallo. Effetto pietra. Una casa che “sembra” qualcosa, più che “essere” qualcosa.
Per anni abbiamo progettato case come se dovessero superare un esame visivo continuo. La luce perfetta, il bianco perfetto, la sedia giusta, il vaso giusto. Spazi più pensati per essere fotografati che abitati. L'estetica digitale — levigata, minimale, iper-ordinata — ha invaso l'interior design con la forza di una norma sociale: se non è "pulito", non è bello; se non è coerente, non è riuscito; se non è mostrabile, non è desiderabile. Nel 2026 questa narrazione sta perdendo potere. Non perché il bello non conti più, ma perché il bello, da solo, non basta. Sta emergendo un bisogno nuovo: interiori anti-algoritmo, spazi che non vivono per lo scatto, ma per la vita quotidiana. Case meno performative e più reali. Ambienti che non cercano approvazione, ma restituiscono energia. Non è un ritorno al disordine. È un ritorno al senso.
Per anni l’open space è stato il simbolo della casa contemporanea: fluida, luminosa, senza barriere. Una risposta diretta al bisogno di libertà, condivisione e ampiezza visiva.Oggi, però, quella promessa mostra i suoi limiti. Nel 2026, sempre più progetti segnano un cambio di rotta: non una negazione dell’open space, ma una sua evoluzione critica. Il ritorno delle soglie.
Nel design contemporaneo, una delle sfide più sottovalutate è il tempo. Non quello necessario a progettare uno spazio, ma quello che lo spazio dovrà attraversare: anni di vita quotidiana, cambiamenti, usura, trasformazioni.
Negli ultimi anni, la casa ha smesso di essere un semplice contenitore funzionale. È diventata un’estensione del nostro modo di pensare, di vivere il tempo, di relazionarci con il mondo. Abitare oggi è un atto culturale: una scelta che riflette valori, priorità, ritmo di vita. Non si tratta più solo di estetica, ma di posizione.
In un periodo in cui la casa è diventata il nostro scenario principale, il design ha iniziato a occuparsi non solo degli spazi, ma dei gesti che compiamo al loro interno. Non più solo funzione, non più solo stile: la vera ricerca oggi riguarda il modo in cui abitiamo il tempo.