14 Agosto 2026

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Per gran parte dell'anno la porta-finestra è un confine: di qua il salotto, di là il balcone. D'estate quel confine si allenta. Si lascia aperto, si mangia fuori, si legge all'ombra del portico, si rientra solo per dormire. La vita scivola verso il margine della casa, e il margine non è quasi mai arredato con la stessa cura degli interni.
Eppure è lì che passiamo le ore migliori. La zona di mezzo, quella che non è del tutto interna né del tutto esterna, andrebbe pensata come un ambiente vero, con la sua funzione e i suoi materiali.

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Il segreto di una buona soglia è la continuità. Un pavimento che prosegue simile dentro e fuori, un grès che regge il gelo e il sole, un legno da esterno che dialoga con quello interno, allungano visivamente la casa e cancellano lo scalino tra i due mondi.
Anche gli arredi devono reggere il doppio regime. Sedute che non temono l'umidità della sera, tessili da esterno che si asciugano in fretta, tavoli che restano fuori senza rovinarsi. Sono pezzi pensati per la soglia, dove batte il sole a mezzogiorno e cade la rugiada all'alba.

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La zona di mezzo ha una luce tutta sua, filtrata: quella che passa da una tenda, da un frangisole, dalle foglie di una pianta. È una luce più gentile di quella piena del giardino e più viva di quella interna. Governarla bene, con schermature leggere e ombre studiate, fa la differenza tra un angolo vivibile e uno da evitare nelle ore calde.

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Trattare la soglia come una stanza vuol dire darle le stesse attenzioni: un punto luce per la sera, una superficie d'appoggio, qualcosa di morbido dove sedersi a lungo, magari un tappeto da esterno che definisce lo spazio. Quando la fascia tra dentro e fuori è arredata con intenzione, la casa d'estate raddoppia, e lo fa proprio nella parte più bella.
Per approfondire: Micro-outdoor: balcone, loggia e terrazzo come stanza anche se piccola e le collezioni per esterno di Scab Design per vivere la soglia con il segno del design italiano.
Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Ad agosto molte case restano indietro. Persiane accostate, aria ferma, la luce che attraversa le stanze senza nessuno a guardarla. Vale la pena chiedersi cosa resta bello quando non c'è nessuno.
Il tavolo è l'unico mobile su cui si mangia, si lavora, si gioca, si litiga e si fa pace. Eppure viene scelto come se fosse solo un piano orizzontale.
In questo testo: I · Densità e respiro · II · Ordine che non è militare · III · Luce obliqua · IV · Cosa resta quando togli metà dei libri
Per molto tempo l’interior design ha parlato quasi esclusivamente alla vista. Colori, forme, superfici, composizione. Il progetto veniva giudicato (e spesso premiato) per la sua capacità di apparire: più pulito, più fotografabile, più “risolto”. Oggi questa logica mostra i suoi limiti. Perché la casa non è un’immagine. È un ambiente che ci avvolge ore e ore al giorno. Un sistema di stimoli continui che influenza attenzione, energia, tono dell’umore, qualità del riposo.
L’ingresso è il biglietto da visita di ogni casa: il primo spazio che accoglie chi entra e che detta subito il tono dello stile abitativo. Spesso trascurato, può invece diventare un’area funzionale e al tempo stesso elegante. Bastano pochi elementi ben scelti per trasformare un corridoio anonimo o un piccolo atrio in uno spazio accogliente e organizzato.
Il mobile TV è uno degli arredi più sottovalutati… finché non serve davvero. È il punto focale della zona giorno, ospita la televisione (spesso protagonista), ma anche decoder, consolle, libri e oggetti decorativi. Deve quindi essere funzionale, proporzionato, esteticamente coerente con il resto dell’arredamento.