Il tavolo è l'unico mobile su cui si mangia, si lavora, si gioca, si litiga e si fa pace. Eppure viene scelto come se fosse solo un piano orizzontale.
D'estate progettiamo la luce e dimentichiamo il suo rovescio. Eppure, quando il sole picchia, è l'ombra a decidere se una stanza si può vivere.
La camera da letto è l'ambiente in cui passiamo un terzo della vita. Progettarla pensando prima alle foto è un errore che si paga ogni notte.
Il colore non è una scelta decorativa. È una decisione di volume, luce e temperatura emotiva — e sbagliarlo si paga ogni volta che si entra in una stanza.
Il piano su cui camminiamo ogni giorno è anche quello a cui dedichiamo meno pensiero progettuale. Eppure decide più di quanto crediamo.
Non è un manuale tecnico sui serramenti: è un invito a trattare la finestra come spessore abitabile, non come foro nel muro.
In questo testo: I · Densità e respiro · II · Ordine che non è militare · III · Luce obliqua · IV · Cosa resta quando togli metà dei libri
Materiali che annunciano, memorie che restano, errori che si pagano in una stanza sola.
Disegniamo pareti e pavimenti come se il volume finisse a metà altezza. Poi ci chiediamo perché la stanza "non respira".