22 Marzo 2024
1. Luce e Posizionamento:
Assicurati che le tue piante ricevano la giusta quantità di luce. Ogni specie ha esigenze diverse, quindi posizionale in base alle preferenze della pianta: sole diretto, mezza ombra o ombra completa.

2. Annaffiatura Adeguata:
Trova il giusto equilibrio nella frequenza e quantità di annaffiature. Controlla il terreno regolarmente e assicurati che non diventi troppo secco o eccessivamente umido.
3. Concimazione:
Fornisci nutrienti essenziali con concimazioni regolari. Scegli un concime bilanciato e adatto al tipo di pianta per promuovere la crescita e la fioritura.

4. Potatura Attenta:
Pratica una potatura accurata per rimuovere rami morti o danneggiati e promuovere una crescita più vigorosa. Adatta la potatura in base alla stagione e al tipo di pianta.
5. Difesa dai Parassiti:
Ispeziona regolarmente le piante per individuare segni di parassiti. Utilizza metodi naturali o prodotti specifici per proteggere le tue piante da insetti e malattie.

6. Supporto Strutturale:
Offri supporto alle piante più alte o a quelle con rami pesanti. Utilizza tutori o strutture a rete per evitare che crescano in modo disordinato o si spezzino.
7. Monitoraggio Costante:
Sta attento a qualsiasi segno di stress o malattia. Rispondi prontamente a eventuali problematiche per mantenere le tue piante in salute.

Con amore e impegno costante, le tue piante ornamentali diventeranno la gioia del tuo spazio verde. Segui questi consigli e goditi la bellezza rigogliosa delle tue piante.

Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Per anni il design d’interni ha convissuto con una grande contraddizione: l’ossessione per l’effetto. Effetto marmo. Effetto legno. Effetto metallo. Effetto pietra. Una casa che “sembra” qualcosa, più che “essere” qualcosa.
Per anni abbiamo progettato case come se dovessero superare un esame visivo continuo. La luce perfetta, il bianco perfetto, la sedia giusta, il vaso giusto. Spazi più pensati per essere fotografati che abitati. L'estetica digitale — levigata, minimale, iper-ordinata — ha invaso l'interior design con la forza di una norma sociale: se non è "pulito", non è bello; se non è coerente, non è riuscito; se non è mostrabile, non è desiderabile. Nel 2026 questa narrazione sta perdendo potere. Non perché il bello non conti più, ma perché il bello, da solo, non basta. Sta emergendo un bisogno nuovo: interiori anti-algoritmo, spazi che non vivono per lo scatto, ma per la vita quotidiana. Case meno performative e più reali. Ambienti che non cercano approvazione, ma restituiscono energia. Non è un ritorno al disordine. È un ritorno al senso.
Per anni l’open space è stato il simbolo della casa contemporanea: fluida, luminosa, senza barriere. Una risposta diretta al bisogno di libertà, condivisione e ampiezza visiva.Oggi, però, quella promessa mostra i suoi limiti. Nel 2026, sempre più progetti segnano un cambio di rotta: non una negazione dell’open space, ma una sua evoluzione critica. Il ritorno delle soglie.
Nel design contemporaneo, una delle sfide più sottovalutate è il tempo. Non quello necessario a progettare uno spazio, ma quello che lo spazio dovrà attraversare: anni di vita quotidiana, cambiamenti, usura, trasformazioni.
Negli ultimi anni, la casa ha smesso di essere un semplice contenitore funzionale. È diventata un’estensione del nostro modo di pensare, di vivere il tempo, di relazionarci con il mondo. Abitare oggi è un atto culturale: una scelta che riflette valori, priorità, ritmo di vita. Non si tratta più solo di estetica, ma di posizione.
In un periodo in cui la casa è diventata il nostro scenario principale, il design ha iniziato a occuparsi non solo degli spazi, ma dei gesti che compiamo al loro interno. Non più solo funzione, non più solo stile: la vera ricerca oggi riguarda il modo in cui abitiamo il tempo.