12 Agosto 2022
Le piante grasse sono una magnifica alternativa per coloro che, pur essendo amanti delle piante, non ne hanno in casa per paura di non riuscire a prendersene cura, in quanto, a differenza di altre tipologie di piante, non necessitano di trattamenti particolari e sono molto più resistenti e durature. Inoltre, ne esistono un’infinità varietà e sono molto belle da vedere in quanto sono caratterizzate da naturali forme estrose molto diverse tra loro, che conferiscono un tocco di design in tutto stile agli ambienti di casa vostra.
Si possono realizzare bellissime composizioni da usare come centrotavola o semplicemente da collocare sulle mensole, nei vari ambienti della vostra dimora.


Un’idea potrebbe essere quella di sistemare una decina di piantine della stessa misura, anche di specie diverse, in piccoli vasetti di stili e colori tutti diversi o uguali, preferibilmente accesi o pastello. Potrete posizionarle sul tavolo della cucina o sul vostro tavolino da salotto: adattarle ad una soluzione a contenitore o multidimensionale potrebbe conferire un effetto sorprendente!


Un’altra pensata creativa, che potrebbe rivelarsi perfette per la cucina, potrebbe essere quella di utilizzare vecchie scatole di latte, lattine usate, scatolini del tè, come vasi originali per dare, ad esempio, maggior tono ad uno stile vintage. Potete sbizzarrirvi in migliaia di modi per personalizzare i vostri vasi-lattina, semplicemente con un tocco di fantasia e creatività.
Inoltre, oltre ad essere a costo zero, per gli amanti della natura significherebbe adottare nuovamente una soluzione green, poiché impiegano molti anni a deteriorarsi.

Nella cucina di ognuno di noi, sicuramente è presente quell’accessorio spaiato - una tazzina, un bicchiere da design, una coppa da gelato- di qualche collezione andata ormai distrutta nel tempo! Ebbene, questi superstiti spesso inutili, possono essere recuperati facendoli diventare degli originalissimi piccoli vasi, che donano uno stile davvero piacevole e ricco di personalità al nostro ambiente.

Spostiamoci invece nel salotto ed in camera da letto, dove, per arredare con gusto e in stile minimal, potreste pensare di disporre le piante in gruppo su tavolini e comodini o in angoli a terra, giocando con forme, grandezze e altezza delle piante e dei vasi, ad esempio tutti in stile total white, per creare un effetto elegante e molto sobrio che non vi deluderà!

Non avete abbastanza spazio per adattare piante di medio-grandi dimensioni in casa vostra e non sapete che soluzione adottare? Avete mai pensato di dedicare lo spazio davanti al vostro divano, riservato solitamente al tavolino da salotto, ad un terrario vero e proprio? Sarà sufficiente procurarsi un vassoio o un vaso di grandi dimensioni, della sabbia colorata, dei sassi o delle pietre particolari e scegliere accuratamente le piante grasse che vogliamo esibire al centro del nostro salotto. Optare per un contenitore in vetro potrebbe essere una valida alternativa, poiché ci permette di lasciar intravedere i colori degli strati di materiale, terra e sabbia che abbiamo utilizzato per comporre in nostro terrario.

Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
L'interior design ha a lungo privilegiato la vista: colori, forme, superfici. Solo di recente si è iniziato a parlare di tatto e olfatto. L'udito, invece, resta il senso più trascurato in fase di progetto — eppure è quello che non si può spegnere. Viviamo in case che rimbombano, che riverberano, che trasmettono voci e rumori da una stanza all'altra. Il risultato è stress, affaticamento, difficoltà a concentrarsi e a riposare.
Per decenni l'interior design ha inseguito l'idea di uno spazio "perfetto" e immutabile: stessi colori, stesse luci, stessa disposizione dodici mesi l'anno. La casa come set fotografico sempre pronto, ma spesso distante dai cicli che governano il nostro corpo e il nostro umore. Oggi sta tornando un'idea diversa: la casa come organismo che risponde alle stagioni. Non un capriccio estetico, ma una risposta al bisogno di allineare gli ambienti in cui viviamo ai ritmi naturali — luce, temperatura, colore, vegetazione — con benefici misurabili su sonno, concentrazione e benessere. Marzo, con l'equinozio e il risveglio della primavera, è il momento ideale per ripensare gli interni in chiave stagionale.
Per anni il design d’interni ha convissuto con una grande contraddizione: l’ossessione per l’effetto. Effetto marmo. Effetto legno. Effetto metallo. Effetto pietra. Una casa che “sembra” qualcosa, più che “essere” qualcosa.
Per anni abbiamo progettato case come se dovessero superare un esame visivo continuo. La luce perfetta, il bianco perfetto, la sedia giusta, il vaso giusto. Spazi più pensati per essere fotografati che abitati. L'estetica digitale — levigata, minimale, iper-ordinata — ha invaso l'interior design con la forza di una norma sociale: se non è "pulito", non è bello; se non è coerente, non è riuscito; se non è mostrabile, non è desiderabile. Nel 2026 questa narrazione sta perdendo potere. Non perché il bello non conti più, ma perché il bello, da solo, non basta. Sta emergendo un bisogno nuovo: interiori anti-algoritmo, spazi che non vivono per lo scatto, ma per la vita quotidiana. Case meno performative e più reali. Ambienti che non cercano approvazione, ma restituiscono energia. Non è un ritorno al disordine. È un ritorno al senso.
Per anni l’open space è stato il simbolo della casa contemporanea: fluida, luminosa, senza barriere. Una risposta diretta al bisogno di libertà, condivisione e ampiezza visiva.Oggi, però, quella promessa mostra i suoi limiti. Nel 2026, sempre più progetti segnano un cambio di rotta: non una negazione dell’open space, ma una sua evoluzione critica. Il ritorno delle soglie.
Nel design contemporaneo, una delle sfide più sottovalutate è il tempo. Non quello necessario a progettare uno spazio, ma quello che lo spazio dovrà attraversare: anni di vita quotidiana, cambiamenti, usura, trasformazioni.