26 Aprile 2024
Materiali Naturali e Riciclati:
Uno dei modi più efficaci per rendere il tuo arredamento sostenibile è scegliere materiali naturali e riciclati. Opta per mobili realizzati in legno certificato FSC (Forest Stewardship Council) o provenienti da fonti sostenibili. Cerca anche tessuti organici o riciclati per divani, tende e cuscini, riducendo così l'impatto ambientale della tua casa.

Mobili Multifunzionali e di Qualità:
Investi in mobili di alta qualità che dureranno nel tempo e che siano progettati per essere multifunzionali. Ad esempio, scegli un divano letto per ottimizzare lo spazio nella tua casa o una scrivania con ripiani integrati per ridurre la necessità di mobili aggiuntivi.

Riciclo Creativo:
Abbraccia il concetto di "upcycling" o riciclo creativo, dando nuova vita a vecchi mobili e oggetti. Puoi ridipingere una vecchia sedia, trasformare pallet in mobili fai-da-te o creare lampade con oggetti di recupero. Questo non solo riduce i rifiuti, ma aggiunge anche un tocco unico e personale alla tua casa.


Illuminazione Efficiente:
Scegli luci a LED a basso consumo energetico per illuminare la tua casa. Inoltre, sfrutta al massimo la luce naturale durante il giorno con tende leggere che permettano al sole di filtrare all'interno. L'illuminazione naturale non solo risparmia energia, ma può anche migliorare il tuo umore e la tua produttività.

Piante e Verde Verticale:
Integra piante e verde verticale nella tua decorazione d'interni. Le piante non solo migliorano la qualità dell'aria all'interno della casa, ma aggiungono anche un tocco di natura e serenità allo spazio. Scegli piante adatte all'interno e fai attenzione a mantenere il giusto livello di umidità.

Consumo Consapevole:
Arredare in modo sostenibile non è solo un'impronta ecologica positiva, ma può anche tradursi in uno spazio più salutare e confortevole per te e la tua famiglia. Seguendo questi suggerimenti, puoi creare un ambiente che rifletta il tuo impegno per la sostenibilità, senza sacrificare lo stile e il comfort. Sii creativo, pensa in modo innovativo e goditi il processo di creazione di uno spazio che sia bello per te e per il pianeta.
Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
In città, quei due o sei metri oltre la soglia sono spesso l'unica tregua tra l'appartamento e il rumore del mondo. Non sono un extra decorativo: sono confine — con altra luce, altro vento, altre regole. Eppure troppi balconi restano depositi di casse, sedie pieghevoli e piastrelle scelte in fretta, come se il progetto finisse al vetro.
Se dici «casa accessibile» molti pensano ancora a corrimano grigi, sanitari rialzati in bella vista, segnaletica che sembra aeroporto. È un immaginario che fa un doppio torto: a chi ne ha bisogno e a chi progetta, perché spinge verso soluzioni nascoste o rinviose invece che integrate nel linguaggio del buon design. L'obiettivo non è adeguare lo spazio a una scheda tecnica: è permettere a corpi diversi, a fasi diverse della vita, di abitare la stessa casa con continuità — senza rinunciare a calore, materia, carattere.
Apri un catalogo di case contemporanee e spesso trovi cucine da copertina, bagni teatrali, soggiorni che sembrano studi fotografici. Poi, tra un'immagine e l'altra, compare un corridoio stretto, illuminato da un punto luce triste, o un disimpegno ridotto a mero incastro tra porte. Non è un dettaglio tecnico: è un silenzio progettuale su ciò che la vita fa per la maggior parte del tempo — passare, posare, cambiare registro, lasciare fuori una stanza prima di entrare in un'altra.
L'open space ha dominato l'immaginario della casa contemporanea: pochi muri, pochi confini, massima flessibilità. La promessa era libertà — cucina che dialoga con il soggiorno, luce che scorre, niente stanze "chiuse". Con il tempo molti hanno scoperto il rovescio della medaglia: rumore che si propaga, assenza di rifugi, difficoltà a concentrarsi o a staccare. La risposta non è tornare alla casa a cellule chiuse di una volta, ma ripensare il valore degli spazi dedicati: ambienti con una funzione chiara, che il corpo e la mente imparano a riconoscere.
L'interior design ha a lungo privilegiato la vista: colori, forme, superfici. Solo di recente si è iniziato a parlare di tatto e olfatto. L'udito, invece, resta il senso più trascurato in fase di progetto — eppure è quello che non si può spegnere. Viviamo in case che rimbombano, che riverberano, che trasmettono voci e rumori da una stanza all'altra. Il risultato è stress, affaticamento, difficoltà a concentrarsi e a riposare.
Per decenni l'interior design ha inseguito l'idea di uno spazio "perfetto" e immutabile: stessi colori, stesse luci, stessa disposizione dodici mesi l'anno. La casa come set fotografico sempre pronto, ma spesso distante dai cicli che governano il nostro corpo e il nostro umore. Oggi sta tornando un'idea diversa: la casa come organismo che risponde alle stagioni. Non un capriccio estetico, ma una risposta al bisogno di allineare gli ambienti in cui viviamo ai ritmi naturali — luce, temperatura, colore, vegetazione — con benefici misurabili su sonno, concentrazione e benessere. Marzo, con l'equinozio e il risveglio della primavera, è il momento ideale per ripensare gli interni in chiave stagionale.