24 Luglio 2026

Una stanza con una sola finestra si rinfresca a fatica. Una stanza con due aperture su lati opposti si svuota del caldo in pochi minuti, perché l'aria entra da una parte ed esce dall'altra. La ventilazione incrociata è il gesto più antico ed efficace per raffrescare, e dipende dalla posizione delle aperture molto più che dalla loro dimensione.
Progettare questo attraversamento significa pensare la casa come un percorso d'aria: da dove entra, dove passa, da dove esce. Una porta lasciata aperta, una finestra sul lato giusto, e una stanza chiusa torna a respirare.

L'aria calda sale. Se in alto c'è un'uscita, una finestra a soffitto, un lucernario, una porta verso le scale, il caldo se ne va da solo e richiama aria fresca dal basso. È l'effetto camino, lo stesso che tiene freschi i palazzi storici con i loro soffitti alti.
Anche senza grandi altezze, giocare su aperture a quote diverse aiuta. Far entrare l'aria in basso e farla uscire in alto crea un movimento naturale che nessun ventilatore replica con la stessa dolcezza.

La strategia estiva più efficace è semplice: aprire di notte, chiudere di giorno. Nelle ore fresche si lascia entrare l'aria e si raffreddano i materiali; nelle ore calde si chiude e si scherma, e la massa raffreddata rilascia fresco per buona parte del giorno. Pavimenti in pietra, muri spessi e superfici pesanti diventano alleati invece che ostacoli.
È un ritmo, più che un'azione: la casa va governata seguendo le ore, come si faceva prima dell'aria condizionata e come conviene fare ancora, anche solo per accenderla di meno.

Il progetto passivo non fa miracoli: in un appartamento esposto a sud, in città, con notti torride, l'impianto a un certo punto serve. Ma una casa pensata bene parte già diversi gradi avanti, e quando accende il condizionatore lo fa per meno tempo e a temperature più alte. Il comfort costa meno quando l'architettura ha fatto la sua parte.
Orientamento, aperture, schermature e materiali sono la base. L'impianto è il complemento, non il punto di partenza.

Il comfort estivo si progetta prima di scegliere i mobili. In showroom ragioniamo sull'esposizione delle stanze, sui percorsi dell'aria, sulle schermature e sui materiali che trattengono il fresco: scelte che rendono la casa più vivibile e, di conseguenza, anche più economica da raffrescare.
Per approfondire: Il Soffitto che non Guardi (e che invece governa la stanza) e le porte e pareti vetrate di Barausse per gestire i flussi d'aria tra gli ambienti.
Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
D'estate progettiamo la luce e dimentichiamo il suo rovescio. Eppure, quando il sole picchia, è l'ombra a decidere se una stanza si può vivere.
La casa delle vacanze vive di poche cose, scelte bene. È un esercizio di sottrazione che insegna molto anche sulla casa di tutti i giorni.
Il colore non è una scelta decorativa. È una decisione di volume, luce e temperatura emotiva — e sbagliarlo si paga ogni volta che si entra in una stanza.
Materiali che annunciano, memorie che restano, errori che si pagano in una stanza sola.
Cucina e bagno sono i punti in cui la casa incontra l'acqua ogni giorno — preparazione, pulizia, cura, relax. Per questo sono anche i luoghi in cui il divario tra bello in rendering e sostenibile nell'uso si vede prima: gocce sulle giunzioni, percorsi contorti, luci che mentono sul volto, superfici che chiedono pulizie ossessive.
In città, quei due o sei metri oltre la soglia sono spesso l'unica tregua tra l'appartamento e il rumore del mondo. Non sono un extra decorativo: sono confine — con altra luce, altro vento, altre regole. Eppure troppi balconi restano depositi di casse, sedie pieghevoli e piastrelle scelte in fretta, come se il progetto finisse al vetro.