07 Settembre 2016
Il designer di Cattelan Italia come materiale sceglie il vetro borellato, forse per ricordare la trasparenza dell'animale acquatico.
Risalta il cavo rosso che spinge l'oggetto a superare il confine del design per passare in quello dell'arte concettuale. Il cavo è energia pura per Medusa e allo stesso tempo rappresenta i tentacoli degli animali che nella notte diventano iridescenti.
Medusa può essere posizionata su una madia del living per conferire personalità all'ambiente, o nella camera da letto come suggestiva eco delle onde.
Mentre la sua versione sospesa crea un'ambientazione che evoca i suggestivi abissi marini.
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Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
D'estate la sera dura ore. È il momento in cui la casa si sposta fuori e la luce artificiale deve accompagnare, non sostituire.
D'estate progettiamo la luce e dimentichiamo il suo rovescio. Eppure, quando il sole picchia, è l'ombra a decidere se una stanza si può vivere.
Non è un manuale tecnico sui serramenti: è un invito a trattare la finestra come spessore abitabile, non come foro nel muro.
Disegniamo pareti e pavimenti come se il volume finisse a metà altezza. Poi ci chiediamo perché la stanza "non respira".
Prima di scegliere un colore o un mobile, c'è una domanda che dovrebbe guidare ogni progetto residenziale: da dove entra il sole, e in che ore? L'orientamento dell'edificio e delle aperture determina la quantità e la qualità della luce naturale più di qualsiasi lampada. Eppure in molti progetti si interviene dopo — correggendo con tende, luci artificiali, condizionatori — invece di progettare con il sole dall'inizio.
Per anni l’interior design ha inseguito un ideale luminoso: spazi sempre chiari, pareti bianche, superfici pulite, luce uniforme. L’obiettivo era evidente: amplificare, aprire, “rendere più grande”. La luce è diventata sinonimo di modernità. E il bianco, la sua lingua ufficiale.