25 Novembre 2016
Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
Lavorare da casa è ormai una realtà per molti, ma creare un ambiente funzionale e accogliente può fare la differenza nella produttività. Organizzare lo spazio di lavoro non è solo una questione pratica, ma anche di benessere. Scopri come progettare un angolo studio che unisca armonia ed efficienza.
Con sempre più persone che lavorano da casa, è fondamentale creare uno spazio di lavoro stimolante e funzionale. In questo articolo, condivideremo idee e ispirazioni per arredare uffici domestici e studi creativi, trasformando gli ambienti casalinghi in luoghi produttivi e confortevoli.
In una società in continua evoluzione e progresso, arredare uno studio in casa è diventata un’esigenza; infatti, sempre più persone lavorano da casa e sentono, quindi, la necessità di creare un ambiente dedicato ed adatto, il più possibile, alle proprie esigenze lavorative. In questo post, scopriremo insieme alcune possibili soluzioni ed alcuni consigli, che potrebbero tornarti utili per soddisfare le tue esigenze, rispettando le tue preferenze.
Come fare a ritagliarsi un piccolo angolo per lavorare in smart working, per organizzare i documenti o semplicemente per concentrarsi su un progetto, anche se lo spazio in casa è ridotto
Realizzare una perfetta zona studio in casa propria non è semplice, bisogna coniugare aspetti pratici e funzionali ad aspetti estetici.
Per anni abbiamo progettato case come se dovessero superare un esame visivo continuo. La luce perfetta, il bianco perfetto, la sedia giusta, il vaso giusto. Spazi più pensati per essere fotografati che abitati. L'estetica digitale — levigata, minimale, iper-ordinata — ha invaso l'interior design con la forza di una norma sociale: se non è "pulito", non è bello; se non è coerente, non è riuscito; se non è mostrabile, non è desiderabile. Nel 2026 questa narrazione sta perdendo potere. Non perché il bello non conti più, ma perché il bello, da solo, non basta. Sta emergendo un bisogno nuovo: interiori anti-algoritmo, spazi che non vivono per lo scatto, ma per la vita quotidiana. Case meno performative e più reali. Ambienti che non cercano approvazione, ma restituiscono energia. Non è un ritorno al disordine. È un ritorno al senso.