10 Luglio 2026

Il piede scalzo sa più dell'occhio. Un pavimento in pietra al mattino è fresco, un laminato scuro a mezzogiorno scotta, una seduta in metallo lasciata al sole diventa inavvicinabile. La stessa stanza, con gli stessi mobili, cambia completamente a seconda di come le sue superfici reagiscono al calore.
D'estate questa reazione decide dove ci sediamo, dove appoggiamo le mani, dove ci viene voglia di camminare scalzi. È un'informazione fisica, immediata, che precede ogni giudizio estetico.

Pietra, cotto, terrazzo, grès, marmo: i materiali a forte massa assorbono lentamente e restituiscono lentamente, e nelle ore calde restano più freschi dell'aria. Sono i pavimenti delle case di una volta, scelti per istinto molto prima che per stile. Anche i tessili pesano: il lino e il cotone respirano e asciugano, mentre molti sintetici trattengono il caldo e si appiccicano alla pelle.
Non si tratta di rinunciare al legno o ai tessuti morbidi, ma di sapere dove collocarli. Un legno chiaro e opaco resta gradevole, una resina riflette e accumula, una fibra naturale d'estate fa la differenza su un divano usato tutto il giorno.

Una superficie chiara riflette gran parte della radiazione, una scura la trasforma in calore e la trattiene. Un piano da cucina nero al sole può diventare rovente, lo stesso piano in tono chiaro resta tiepido. Vale per i pavimenti esterni, per i top, per le sedute, per qualsiasi superficie che prenda luce diretta.
Scegliere il colore di una superficie estiva è quindi anche una scelta termica, non solo cromatica. È il motivo per cui le architetture dei climi caldi sono storicamente chiare: il bianco e i toni tenui non sono un vezzo, sono una strategia.

La regola pratica è semplice: i materiali freschi dove il corpo tocca e sosta a lungo. Pietra o grès dove si cammina scalzi, piani chiari dove batte il sole, tessili naturali dove ci si siede nelle ore calde, legno e morbidezza dove il calore non arriva diretto.
È una distribuzione che si progetta ambiente per ambiente, guardando l'orientamento e l'uso reale delle stanze. La casa più comoda d'estate è spesso quella in cui qualcuno ha pensato, superficie per superficie, a cosa si sente sotto le dita e sotto i piedi.

In showroom i materiali si toccano, e d'estate è il senso più onesto a cui affidarsi. Portiamo i campioni alla luce, li lasciamo prendere temperatura, li confrontiamo sotto mano: perché un pavimento e un piano di lavoro si scelgono anche con il corpo, non solo con l'occhio.
Per approfondire: Il Pavimento Racconta: materiali, texture e la superficie che abitiamo e le superfici di Laminam per pavimenti, top e rivestimenti a forte resa materica.
Interior Designer dal 1985
CEO & Founder, Italian Design in the World
D'estate progettiamo la luce e dimentichiamo il suo rovescio. Eppure, quando il sole picchia, è l'ombra a decidere se una stanza si può vivere.
Il piano su cui camminiamo ogni giorno è anche quello a cui dedichiamo meno pensiero progettuale. Eppure decide più di quanto crediamo.
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Nell’era del design contemporaneo, la ricerca di materiali innovativi e duraturi è fondamentale. Con la collezione Two by Laminam, Laminam presenta superfici di grande formato che rispondono a queste esigenze, offrendo un'armoniosa combinazione di estetica e performance tecniche.
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